Birra e bicchieri: lo stange
Tra i bicchieri da birra in riferimento ai quali appare ancora alquanto problematico delineare una ricostruzione assolutamente certa delle rispettive origini, ci sono la colonna biconica e lo stange, quest’ultimo tipico, nelle due differenti interpretazioni, della somministrazione delle Kölsch di Colonia e delle Altbier della vicina Düsseldorf.

Lo stange è infatti sagomato tradizionalmente nella (quasi esclusiva fino a pochi anni fa) versione da 20 centilitri; e appunto questa è una delle misure standard in cui si trova prodotto anche il biconico, sebbene di esso circolino anche (e anzi in proporzione superiore) le declinazioni di maggiore capienza ovvero 30, 40 e anche 50 centilitri. Ecco, ponendo come ipotesi di lavoro la probabile consanguineità tra i due, gli elementi di indagine esistenti su ciascuno di essi (relativamente alla loro possibile genealogia ascendente), una volta incrociati e confrontati, possono – se non proprio farci giungere a conclusioni su cui mettere la mano su fuoco – almeno aiutare a costruire un’ipotesi dotata di senso e fondamento. Vediamo come.
Lo stange, oggi, è il veicolo di bevuta insostituibile di Kölsch di Colonia e delle Altbier: un cilindro dallo sviluppo perfettamente regolare e neutro (privo cioè di qualsivoglia appendice prensile, abbellimento o variazione rispetto al tema, rigoroso, della propria disadorna tubolarità): leggermente più alto e snello a Colonia, leggermente più basso e largo a Düsseldorf. Il nome, in tedesco, è quasi didascalico rispetto alla sua geometria: significa infatti bastone, canna.

Ma veniamo alle teorie sulla sua genesi. La prima lo vuole legato al tumbler entrato in scena a metà Seicento (di cui sarebbe una derivazione) e dunque, risalendo all’indietro la sua linea evolutiva, appartenente all’insieme di discendenze generate dal footed-beaker tardo medievale, progenitore anche del Weizenbecker, del pokal e del Tulip. La seconda direttrice investigativa punta invece in direzione della pinta inglese, di cui sarebbe una versione continentale e semplificata: a suffragio di tale opzione, non sol la vicinanza geografica tra il nordovest tedesco e la Gran Bretagna; ma anche – come accennato all’inizio – la plausibile parentela con il biconico, che, da alcune fonti viene attestato come pinta biconica.
In ogni caso, lo stange è oggi un bicchiere caratterizzato (oltre che dall’estrema semplicità del disegno) da una manifattura che ne vuole molto fine il vetro delle pareti, a differenza della base, invece piuttosto robusta. Quanto alla conformazione, la contenuta dimensione del fusto e la tendenza a estendersi in altezza (più che in larghezza) aiutano da un lato compattazione e persistenza della schiuma, dall’altro un più efficace convogliamento verso il naso del non straripante patrimonio aromatico di Kölsch e Altbier.



