La birra artigianale italiana

Alla metà degli anni ’90 era il deserto, di birra italiana di qualità nemmeno l’ombra e per poter trovare una birra decente, servita in modo appropriato, bisognava cercare una trappista belga in uno di quei rari pub gestiti da un titolare appassionato e competente. Oggi le cose sono radicalmente cambiate. Stiamo vivendo un momento magico ed esaltante che è sotto gli occhi di tutti. Microbirrifici e brewpub nascono come funghi, le nostre birre artigianali si trovano sempre più frequentemente, non solo nei luoghi specializzati come pubs e beer-shops ma anche nei templi del vino come enoteche, wine-bar e, dulcis in fundo, ristoranti di alto livello nei quali chef stellati hanno da tempo inserito una carta delle birre a fianco della tradizionale carta dei vini. Le birre artigianali sono diventate le protagoniste di sempre più numerosi eventi, come degustazioni pubbliche, corsi di cultura e grandi rassegne nazionali ed internazionali, che richiamano una folla di appassionati birrofili, siano essi neofiti o già sperimentati. Interviste, articoli, dibattiti, interventi in trasmissioni radiofoniche e televisive si susseguono a ritmo incalzante. Anche i media stranieri si stanno interessando al nostro fenomeno, basti pensare che nei soli primi tre mesi del 2008, ho già scritto ben quattro articoli per prestigiose riviste americane come The New Brewer ed Ale Street News. Ma come nasce tutto questo?

In Italia il fenomeno birra artigianale ha una data precisa, il 1996, quando videro la luce all’unisono sei piccoli birrifici: il Birrificio Italiano di Lurago Marinone nel comasco, il Birrificio Lambrate di Milano, Le Baladin a Piozzo alle porte delle Langhe, Beba di Villar Perosa (TO) e, più distaccato geograficamente, il laziale birrificio Turbacci che aprì a Mentana, alle porte di Roma. Ad onor del vero però bisogna ricordare alcune brevi iniziative che risalgono agli inizi degli anni ’80. Pionieri in questo campo sono stati Peppiniello Esposito di Sorrento che inaugurò la sua birreria St Josef’s nel lontano 1980 (oggi St John’s) e i fratelli Oradini a Torbole sul lago di Garda. Ma a quel tempo un vuoto normativo, che creava non pochi problemi burocratici, l’assenza di una rete di fornitori specifici per il canale artigianale (impianti, materie prime, assistenza tecnica), e anche un consumatore non troppo evoluto, trasformarono in meteore queste prime eroiche iniziative.

Sul finire degli anni ‘90 i tempi erano maturi: il legislatore rese legale la produzione di birra in casa a fini non commerciali (1995), il web favorì la condivisione di informazioni anche tra i futuri birrai, gli italiani erano sempre più curiosi e sensibili verso prodotti di qualità (il vino cominciò a conoscere un’offerta e un consumo consapevole dopo lo scandalo metanolo del 1986), l’ondata dei pub degli anni ‘80 diffuse, grazie ad alcuni lungimiranti publican, la conoscenza di stili e l’accrescimento della cultura birraria. Un clima migliore che ha stimolato altri intraprendenti birrai che seguirono le orme dei primi pionieri, creando quel circolo virtuoso che ha portato ad un tasso di crescita impensabile. Oltre 750 sono i microbirrifici in attività (circa 1300 se consideriamo anche le beer-firm), a volte veramente microscopici per volume produttivo e dimensioni aziendali, che producono birre reinterpretando più o meno liberamente le tipologie tradizionali dei principali paese produttori.

Oggi possiamo orgogliosamente parlare di un vero e proprio “Made in Italy” che, in attesa di imminenti produzioni con malto e luppolo autoctoni, si manifesta principalmente in nuove tipologie come le birre alle castagne, al farro, alla frutta e legate al mondo del vino. Abbiamo una trentina di birre alle castagne, ognuna diversa perché prodotta con varietà locali e per di più utilizzate in modi differenti, secche, arrostite, affumicate e così via. Abbiamo svariate birre al farro, birre alla frutta di grande qualità, birre legate al vino, sia maturate in botti di rovere, sia  prodotte con aggiunta di mosto d’uva, oppure fermentate con lieviti da vino o da champagne. Oggi possiamo contare circa 850 produttori dotati di impianto proprio tra microbirrerie e brewpub, ancora più concentrate al nord ma ormai ben presenti in tutto il territorio, isole comprese.

 

Mappa dei birrifici artigianali italiani

Birre italiane degustate

Gli stili italiani: