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Rednau del birrificio Barley

A garantire la continuità della genealogia avviata con la BB10, il 2019 vede il sardo Barley (Maracalagonis, Cagliari) lanciare sul mercato la Rednau, referenza nella quale torna appunto il Cannonau, questa volta utilizzato secondo una procedura di lavorazione del tutto diversa rispetto a quella degli albori. Se in quel caso infatti l’impiego avviene sotto forma di mosto cotto (la sapa, nel vocabolario locale), qui i preziosi acini vengono, nell’ordine, diraspati e pigiati, sottoposti per 48 a macerazione non fermentativa con rimontaggi a freddo (un protocollo atto a ricavare dalle uve profumi, una buona dose di pigmento e ben poco tannino); passati in spremitura soffice eliminando le vinacce, quindi concentrati sottovuoto ancora a freddo (24 °C, il volume finale sarà pari a un terzo dell’iniziale) sempre per preservare il giacimento odoroso. L’inserimento avviene in fermentazione primaria, affidando il processo (tre settimane a bassa temperatura, onde contenere eventuali eccessi in alcoli superiori) a ben tre varietà di lievito. Il primo e il terzo ceppo (gli ordinali indicano la sequenza cronologica di inoculo) sono tipici da birra: l’uno chiamato a lavorare su attenuazione (si tocca il 93%) e conversione etilica (la lancetta segna 8 gradi), l’altro anche sugli aminoacidi spingendo l’esterificazione; il secondo ceppo è invece di provenienza enologica, e, in particolare, si addice a spumantizzazioni in rosé proprio su basi di uve a bacca rossa, risultando capace di valorizzare le componenti nasali dei grappoli protagonisti della ricetta.

Ne esce una mescita dal caldo color ambrato, acceso da riflessi arancio, attraversato da sottili velature e coronato da fine schiuma avorio. La relativamente solerte rarefazione della schiuma apre la strada a una narice decisamente ricca: biscotto, caramello e miele (con ricordi di amaretto al salire della temperatura), frutta matura (cotogna), cotta (mela) e silvestre (fragola di bosco, ribes, lampone), speziature dolci (noce moscata), quella macchia mediterranea (mirto, ginepro, origano) e quella florealità (sambuco) entrambe così identitarie per l’isola dei nuraghi. Un concerto sensoriale che la sorsata ripropone, poggiandone l’espressione su fondamenta di atletica solidità: corpo leggero, bollicina guizzante e raffinata, ingresso morbido-abboccato (bella la rotonda portata glicerica), progressione asciutta e chiusura secca, a esaltare la gentile esplosività termica della già ricordata gradazione, più che il punto massimo di un’amaricatura quasi del tutto arginata, in percezione, malgrado il dato numerico delle sue 30 Ibu effettive. 

Rednau del birrificio Barley

Nazione: Italia
Fermentazione: alta
Stile: Italian Grape Ale
Colore: ambrato
Gradi alcolici: 8% alc.
Bicchiere: balloon
Servizio: 9-11 °C