Hall of Fame. Capitolo XXXVI. My Antonia Imperial Pils
Dopo le Stout, dopo le Ipa, dopo le Porter e, talvolta, le Red Ale se non addirittura le Mild, a ricevere l’appellativo di Imperial è toccato anche alle Pils. Eh già, la tipologia portabandiera della Rivoluzione Lager ha visto consacrata, un secolo e mezzo circa dopo la sua venuta al mondo, una propria gemmazione diretta: generatasi lungo la direzione della muscolarizzazione, in primis delle gradazioni alcoliche. Si parla appunto della Imperial Pils: categoria non contemplata dalle pagine delle Styles Guidelines in appendice al Bjcp (Beer Judge certification Program) eppure più o meno univocamente percepita, nei suoi tratti distintivi, dalla comunità brassicola dei produttori, somministratori e consumatori.
In questo caso, una tantum, l’identificazione della capostipite della tipologia – discendente diretta (per la precisione) dell’American Pils (dunque caratterizzata dall’impiego di luppoli oltreoceanici), configuratasi nel corso dei primi anni Duemila, caratterizzata da doratore intense e da un ventaglio alcolico di 7/11 gradi – risulta sostanzialmente agevole (sebbene forse non del tutto immune da considerazioni di tipo dubitativo).




