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Hall of Fame. Capitolo XL. Rauchbier: Schlenkerla Märzen

Nel proseguire la composizione della nostra Hall of Fame birraria (ideale galleria di etichette eleggibili come capostipiti della propria tipologia d’appartenenza; o comunque, rispetto ad essa, considerabili come le più fortemente rappresentative), inevitabile giungere alla tappa corrispondente alla categoria delle Rauchbier, le affumicate della tradizione tedesca, e in particolare bavarese. Anzi, per essere ancor più precisi, stiamo parlando di una vera e propria bandiera liquida di quel lembo settentrionale di Baviera che è occupato dai tre distretti (Media, Alta e Bassa) in cui si articola la regione storica della Franconia, nella quale Bamberga è una sorta di capitale morale

 

E qui, il compito è insieme arduo e semplice, nel senso che se da una parte è velleitario tentare di identificare una matriarca di tale genealogia (le cui radici affondano indietro e indietro nei secoli), dall’altra è un gioco da ragazzi trovare la sua espressione più popolare e conosciuta: insomma un nome che sia percepito come primus inter pares, come il più evocativo. Volgiamo in tal senso, liberi da qualsiasi esitazione, il nostro sguardo in direzione di casa Schlenkerla (brauerei considerata appunto come la portabandiera tra quelle che, proprio a Bamberga, tendono ben alta la tradizione delle smoked locali); e nella gamma della scuderia scegliamo nello specifico la Märzen, versione da 5 gradi e 1, contrassegnata da un profilo sensoriale il cui Dna è determinato soprattutto dall’impiego integrale di malti affumicati scuri, luppoli continentali e lieviti (ovviamente) a bassa fermentazione.

Sue connotazioni salienti, la condotta gustativo-palatale morbida, priva di eccessi amaricanti; unita a un arco olfattivo nel quale caramello, biscotto e tostature fanno da corteggio al tratto identificante di un fumé da Scamorza.