Bock: e se il caprone fosse una capretta (vera)?

Preoccupato dello stato di debolezza del suo figlioletto, il duca di Baviera si sarebbe rivolto a un vecchio montanaro, il quale avrebbe preparato, per tonificare il piccolo, una birra alcolica con erbe amare delle sue cime. Ora, il paggio di corte incaricato di accompagnare il bambino dall’anziano “cerusico” si sarebbe ingolosito al profumo di quel “rimedio” e, assaggiatolo con ingordigia, ne sarebbe stato “steso”, rovinando a terra. Imbarazzato, si sarebbe giustificato addossando la colpa a una cornata ricevuta, alle spalle, da parte alla capretta che il ragazzino aveva portato con sé; ma il montanaro, non convinto della scusa, gli avrebbe detto, maneggiando il boccale vuoto, qualcosa del tipo: “Sì, vabbe’… E’ stata questa capra qui”. Al che il bambino sarebbe scoppiato a ridere, avrebbe chiesto di provare lui stesso quella bevanda tanto potente e, facendolo poi quotidianamente, ne avrebbe ricavato da lì in avanti allegria e forze, tanto da guarire completamente nel corso dei giorni seguenti. Ovvia la riconoscenza del Duca, il quale, offrendo una ricompensa per la cura miracolosa, si sarebbe sentito rispondere dal vecchio che sarebbe stato soddisfatto semplicemente se la corte si fosse impegnata a produrre stabilmente quella birra, destinandone a ciascun suddito una quantità sufficiente a stare in salute, ma non a essere… messo al tappeto.
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