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Vanity del birrificio Birrone

Forse meno reclamizzata di altre sorelle (pensiamo ad esempio alla Pils Brusca e alla Weizenbock Cibus) della gamma Birrone, la Vanity è però, tra le etichette frutto della creatività di Simone Dal Cortivo, una di quelle che con maggior parallelismo ha seguito il percorso ascendente del marchio di Isola Vicentina e del suo leader. Sorseggiata più volte in questi anni, la sua evoluzione disegna una parabola di costante crescita, in consapevolezza, equilibrio e armonia. Ultimo “tagliando” (nella nostra ugola) quello in corrispondenza di Birre sotto l’Albero edizione 2015; quando in mezzo a molte altre proposte di grande valore, la Heller Bock veneta ha saputo distinguersi per tutte le doti – non stiamo ripeterle – che abbiamo appena finito di enunciare.

Provocatoria (Vanity è il nome di un transessuale: femminino e nerboruto insieme) si presenta col biglietto da visita di un caldo colore dorato (appena velato dalle dovute sospensioni craft): un biondo miele che prelude a coerenti note olfattive, dominate da percezioni di caramello chiaro, ma soprattutto di fiori, con l’acacia in prima linea, e di resina dolce, con un netto indirizzo verso profumi di propoli. Idem morbida è la bocca, di sferica pienezza eppure capace, sul finale, di piazzare quello scatto amaricante che rende piacevole, bilanciata e non stucchevole la bevuta. Unico rischio? L’assuefazione: con 7.4 gradi alcolici è un lusso che non sempre ci si può permettere.

Vanity del birrificio Birrone

Fermentazione: Bassa
Stile: Bock
Colore: Ambrato
Gradi alcolici: 7.4%
Bicchiere: calice a chiudere
Temperatura di servizio: 8-10 °C