Tabellina del 3 dei birrifici Bellazzi, Dada e Argo

Prendi tre amici, tre birrai che hanno dimostrato di avere feeling con stili di stampo anglosassone come Bellazzi, Dada e Argo e riuniscili in un birrificio, quello bolognese del team Bellazzi. Cosa ne esce fuori? Prima di tutto un giorno di festa con una cotta che si prolunga fino all’alba tra pinte e risate, in secondo luogo, ma è questo che a noi interessa, una splendida bitter.

Partiamo dal curioso nome che oltre a ricordare il numero dei birrifici coinvolti, ci svela che le diverse gittate del luppolo apportano un quantitativo di IBU pari al risultato della tabellina del 3 (la prima gittata apporta 12 ibu, la seconda 9, la terza 6 e la quarta 3), fino ad ottenere i 30 IBU finali. Una bitter classica per quanto riguarda l’architettura dei malti e l’utilizzo di un luppolo british come l’East Kent Golding, ma che sa prendersi delle licenze sia al naso, con il Mosaic che la rende più ruffiana e contemporanea, e sia come amaro percepito, un poco sopra le righe per lo stile di riferimento.

Nel bicchiere si presenta con una bella veste ambra carico, figlia di quei malti che lasciano il segno anche all’olfatto, scoprendo note in primis tostate, di arachide, di fetta biscottata, ben smorzate da una timbrica più rustica e ficcante, che attinge alla radice di liquirizia, al terroso, al pepato, con bordature di zest di mandarino e pennellate floreali (rosa) ad ingentilire. In bocca è leggiadra, merito del corpo esile e di una schiuma fine che solletica e avvolge il palato, dispensando gradualmente un amaro netto di radice. E la Emilian Bitter è servita!