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Stili da riscoprire. Lituania: la Šviesusis

Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta delle tipologie ancestrali che popolano il repertorio tradizionale della birra in Lituania. Dopo aver conosciuto – grazie alla guida del blogger e ricercatore Lars Marius Garsho – i volti della Kaimiškas e della Keptinis, eccoci di fronte alla nostra terza ospite: la Šviesusis.

Un carattere, quello della signorina, che si presenta oscillante, basti constatare come il pacchetto dei suoi minimi denominatori produttivi (malto locale essiccato a bassa temperatura e lievito idem autoctono; confezionamento di norma non filtrato) si trovi declinato tanto in bassa quanto in alta fermentazione. E dunque sembra più appropriato parlare di lieviti. Non a caso, nei repertori anagrafici internazionali del mondo brassicolo, laddove non si ricorra a classificazioni ad hoc (quali Traditional Ale o Beer), non poche referenze appartenenti a questo categoria vengono catalogati come Belgian Ale; oppure come Zwickel o Keller o Landbier.

In effetti i riferimenti non sembrano inappropriati: di base le Šviesusis presentano quel carattere barnyard (aia, cortile e ambienti confinanti) che è punto di contatto tra le Farmhouse e la Franconia più incline alle rusticità storiche delle proprie radici. Per il resto, questa specialità lituana si contraddistingue per il colore chiaro (il suo nome equivale all’inglese Pale), per l’aspetto velato, per il gusto abboccato, per aromi che interessano le aree del terroso, del panificato a breve cottura, della paglia, dell’erbaceo e del floreale.

E le sporcizie agresti? Non di rado note di ossidazione; e altrettanto non infrequenti livelli percettibili di diacetile. Tra gli esempi da poter indicare, la Joniškėlio Respublika 1919 del marchio Joalda.lt, a Joniškėlis, reperibile in versione filtrata (Filtruotas) e non (Nefiltruotas), entrambe da 5.2 gradi.