Riappala 2.0 del Piccolo Birrificio Clandestino

Immaginate infatti di essere un produttore artigianale, e di aver messo a punto una ricetta che giudicate decisamente centrata, ma di averne perso la scheda. Disperandovi, potreste esclamare: ora, sì, recuperala. Ecco, in quest’angolo di Toscana si direbbe (e si è detto) riprendila, anzi più gergalmente richiappala; e siccome il fonema ch, nel parlato, si elimina, l’espressione dello sconforto è suonata esattamente come in etichetta: Riappala!
Ciò detto, veniamo alle caratteristiche della nostra India Pale Ale in salsa yankee, partendo dall’aspetto. Diversamente dalla prima versione (ambrata), il colore (Pale, Cara 50 e Cara Monaco i malti utilizzati) è un dorato assai carico, di trama visiva pulita, di bella bordatura schiumosa (bianca, fitta, durevole).
Un’immagine attraente, che prelude a un naso all’altezza delle aspettative suscitate: fatto di ventilazioni accattivanti (Cascade, Amarillo e Citra i luppoli applicati) tra i quali spiccano pasta frolla, frutta esotica e non (pera, pesca, ananas, litchi), resine boschive, tratti erbacei, un ficcante agrumato (mandarino, pompelmo).
Tanto ariosa la narice, tanto scattante la sorsata: corpo medio-leggero, bollicina dinamica, gradazione bilanciata (siamo sul 6.5%), iter gustativo morbido in avvio, poi snello e infine asciutto, curva amaricante disegnata con nettezza di tratto e fluidità di polso. Un’American IPA muscolare che non dimentica, a differenza di molte versioni contemporanee, il versante maltato.
Riappala 2.0 del Piccolo Birrificio Clandestino
Nazione: Italia
Fermentazione: alta
Stile: American Ipa
Colore: dorato carico
Gradi alcolici: 6.5% vol.
Bicchiere: pinta
Servizio: 8-10 °C



