Birrificio St. Bernardus
La storia di questo celebre birrificio belga ha inizio nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, ma le sue radici affondano nella tradizione brassicola dell’area di Watou-Poperinge, nella regione delle Fiandre Occidentali, celebre per il suo pregiato luppolo. L’acqua utilizzata per la produzione viene estratta da una profondità di 152 metri ed è, secondo una suggestiva leggenda locale, la pioggia caduta ai tempi di Giovanna d’Arco e filtrata lentamente nei secoli attraverso gli strati di sabbia del sottosuolo.

Nel 1941, l’abate dell’abbazia di Westvleteren, Dom Gerardus Deleye, decise che la produzione interna di birra dovesse essere limitata esclusivamente al quantitativo necessario per la sopravvivenza dei monaci. Tuttavia, per non deludere i numerosissimi clienti, stabilì che la birra potesse essere prodotta su licenza. L’abate propose l’affare al suo compagno di carte Evariste Deconinck, allora attivo nel settore caseario. Nonostante Evariste non avesse alcuna esperienza nel campo della birra, accettò la sfida ponendo un’importante condizione: l’ingresso nella nuova società del capo birraio polacco di Westvleteren, Matthieu Szafranski. Szafranski portò con sé un bagaglio inestimabile di know-how, le ricette originali e il famoso lievito di St Sixtus.
Per tutelare l’investimento, fu sottoscritta una licenza di durata trentennale. Considerate le difficoltà della guerra, la costruzione del nuovo birrificio a Watou richiese tempo e l’avvio ufficiale della produzione avvenne nel 1946. Le prime birre prodotte, ad alta fermentazione e realizzate secondo ricette esclusive, vennero commercializzate sotto i marchi Trappist Westvleteren, St. Sixtus o Sixtus.
Nel 1962 Evariste ottenne il rinnovo anticipato della licenza per altri 30 anni, con l’obiettivo di garantire il futuro dell’azienda alla figlia minore Bernadette. Nello stesso anno, a causa di un’ordinanza giudiziaria che riservava l’uso del termine “Trappista” solo alle abbazie cistercensi, il birrificio dovette modificare la propria ragione sociale ed etichetta, passando da “Trappist Westvleteren” a “Abbazia di St Sixtus”, poi “St. Bernardus Sixtus” e infine “St. Bernardus Brouwerij Sixtus” (ispirandosi al santo patrono di Watou).
Dopo la scomparsa di Evariste nel 1976, la gestione passò a Bernadette e a suo marito Guy Claus. Nel 1992, alla scadenza naturale del contratto trentennale, l’accordo di licenza cessò definitivamente poiché l’abbazia di Westvleteren decise di riprendersi in proprio l’intera produzione. Da quel momento le birre vennero commercializzate ovunque con il marchio St. Bernardus.
Nel 1997 un’ulteriore sentenza stabilì che l’uso del termine “Sixtus” non era più consentito sulle etichette. È in questo momento che entra in scena Hans Depypere, imprenditore reduce dal settore dei sistemi di allarme negli Stati Uniti. Prima di acquistare l’azienda nel 1998, Hans si recò al birrificio, acquistò due casse di ogni birra e le fece assaggiare ad amici e parenti; riscontrata la straordinaria qualità del prodotto, rilevò la società ribattezzandola Brasserie Saint-Bernard. Sotto la guida di Hans Depypere, il birrificio ha vissuto una crescita impressionante, passando dagli 8.000 ettolitri del 1998 agli attuali 50.000 ettolitri. Negli anni sono stati effettuati importanti investimenti:
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2014: Installazione di un nuovo birrificio.
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2016: Costruzione di una nuova ala comprendente magazzini, sale riunioni, sale banchetti, un negozio e il panoramico punto degustazione sul tetto chiamato “Bar Bernard”. Il locale offre una vista spettacolare sui campi di luppolo circostanti (utilizzati direttamente in produzione) e consente di abbinare un buon pasto sia alle birre della casa, sia a quelle del vicino birrificio De Kazematten e della tedesca Weihenstephan (di cui curano l’importazione).
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2022: Installazione di un nuovo impianto di trattamento delle acque e di una moderna linea di imbottigliamento.
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2023: In risposta alla forte richiesta turistica, è stato introdotto un tour interattivo da svolgere in autonomia tramite auricolari e lettori di QR code. Il percorso permette di scoprire la storia, le materie prime, la sala cotte e l’imbottigliamento (visibile attraverso una parete di vetro), oltre a una mostra sulle etichette storiche che illustra l’evoluzione grafica seguita al distacco dall’abbazia.
A seguito dell’interruzione dei legami ufficiali con Westvleteren, la St. Bernardus — pur conservando la figura di un monaco in etichetta e un santo nel nome — non è una birra trappista né un’autentica birra d’abbazia. Nel 1999 la Belgian Brewers Association ha introdotto il marchio “Bière belge d’Abbaye reconnue” (Birra d’Abbazia Belgia Riconosciuta). Questa mossa è arrivata dopo che i birrifici trappisti avevano ottenuto l’esclusiva legale sull’uso del logo “Authentic Trappist Product”. Per garantire uno standard di qualità anche per i birrifici laici, è stato stabilito che, per fregiarsi del titolo di “Birra d’Abbazia”, la struttura deve avere un legame/contratto formale con un’abbazia (esistente o storicamente esistita) e versare ad essa o al relativo ordine le dovute royalties.

Le Birre e la Produzione
Tutte le birre St. Bernardus vengono prodotte secondo il metodo della tradizionale alta fermentazione belga, con un invecchiamento di 3 mesi prima di essere imbottigliate non filtrate, con una nuova dose di lievito e zucchero per la rifermentazione.
La gamma comprende i classici stili abbaziali:
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Extra 4: Dorata e dal grado alcolico contenuto (4,8% vol).
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Pater 6: Tipica dubbel (6,7% vol).
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Prior 8: Ricca dubbel (8,0% vol).
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Tripel: L’iconica e classica bionda belga (7,5% vol).
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Abt 12: La celebre e pluripremiata quadrupel, punta di diamante della produzione (10,0% vol).
A queste si affiancano:
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Christmas Ale: Birra stagionale per le festività.
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Wit: Birra di frumento tradizionale (5,5% vol).
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Tokyo: Birra di frumento (6,0% vol) nata nel 2012 in occasione dell’apertura del primo pub tematico St. Bernardus a Tokyo. Oggi la ricetta è un incrocio tra una wit e una saison, confezionata nel moderno formato in lattina.
Oggi i prodotti St. Bernardus sono distribuiti in oltre 80 Paesi. Circa il 55% della produzione viene consumato in Belgio, mentre il principale mercato estero sono gli Stati Uniti, seguiti da Paesi Bassi e Francia.
Contatti e info:

Brouwerij St.Bernardus
Trappistenweg 23
8978 Watou
Tel: 057/38.80.21
Fax: 057/38.80.71
sintbernardus.be
info@sintbernardus.be
