Birra e bicchieri: il balloon

Un modello tipicamente da vino esportato su un tavolo popolato da Ales, Lagers e compagnia cantante? Ebbene sì, a determinate condizioni, ci sta. Ecco perché la nostra galleria di bicchieri da birra sceglie di ospitare anche il cosiddetto balloon.

Sotto il profilo estetico e morfologico, poco c’è da spiegare, ai lettori: si tratta di un’evoluzione (forse la più elegante o comunque tra quelle che maggiormente lo sono) dell’archetipo-calice. Un’evoluzione che, del disegno originario, estremizza la lunghezza (e spesso la sottigliezza) dello stelo, la dilatazione del bulbo e (conseguentemente, per assicurare stabilità alla struttura) lo sviluppo orizzontale del piede.

Inutile sottolineare come, già in ambito enologico, un simile formato intenda massimizzare la superficie di scambio con l’aria (anche con manovre di roteazione) e dunque si presti a prodotti particolarmente dotati in aroma e propensi a svolgere argomenti olfattivi in un ampio arco e di tempo, senza temere ossidazioni. E altrettanto inutile forse lo è come, parlando di birre, la questione-schiuma debba poter non rappresentare un problema, qualora se ne mediti una mescita in questo ambiente di accoglimento così esigente.

Eppure, a pensarci senza neanche troppo sforzo, ce ne sono eccome, di tipologie potenzialmente adatte a questa soluzione: dai Barley Wines alle Imperial Stout; dalle Flemish Ales alle Italian Grape Ales (a patto, per le une e per le altre, di puntare sulle interpretazioni di maggiore gradazione).