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Viziosa del Birrificio dell’Eremo

Una Doppelbock sostanzialmente in linea coi dettami del disciplinare di genere; ma al contempo contrassegnata da quel tocco di personalizzazione caratteriale che ne modula il profilo sensoriale secondo una declinazione meno pingue, meno iperglucidica (rispetto al canone tedesco), e più intonata, invece, a prototipi di snellezza mediterranea. Almeno questo è la visione elaborata da parte di chi scrive in ordine all’identikit organolettico della Viziosa, etichetta invernale varata dal Birrificio dell’Eremo (Capodacqua di Assisi, Perugia) e ispirata appunto al copione bavarese delle Doppelbock.

Introdotta da un ottobrino color rame (riflessi ambrati, trama visiva pulita, fine schiuma nocciola) e da aromi ottemperanti al canone di riferimento (crosta di pane ben brunita, calotta di dolce da forno, biscotto, nocciola; un che di caramello, di dattero, di cioccolato, di fiori secchi), è al palato che il suo temperamento si rivela nelle più significative peculiarità. Il sorseggio progredisce infatti con sorprendente scioltezza (grazie al mix, diabolico per certi versi, tra corpo medio-robusto, ed effervescenza facilitante) in barba ai 7.2 gradi alcolici; e accompagna la bevuta lungo un iter abboccato in decollo, snello al vertice della parabola, asciutto al chiudersi della sua discesa, intercettando qui correnti di amaricatura disegnate in esclusiva e intenzionale funzione bilanciante, rispetto all’impianto di matrice per il resto morbida. In sintesi: facile al consumo, fin troppo; viziosa, appunto.

Viziosa del Birrificio dell’Eremo

Nazione: Italia
Fermentazione: bassa
Stile: Doppelbock
Colore: ramato
Gradi alcolici: 7.2% vol.
Bicchiere: calice a chiudere, biconico
Temperatura di servizio: 9-10 °C