Pils Rottenburger del birrificio Elvo

Una variazione sul tema che niente, ad esso toglie, ma che anzi aggiunge; se migliorativamente o meno sarà questione di gusto personale, ma intanto c’è un apporto di contenuti plausibili. Il che non è poco; tanto più che il canovaccio di partenza è la Pils targata Elvo (Graglia, Biella) che, come sappiamo, è stracollaudato, con tanto di consacrazione bipartisan da parte di pubblico e critica. Eppure Josif Vezzoli non ha voluto rinunciare alla tentazione di giocarci, applicando alla ricetta di cui parliamo un luppolo diverso da quelli usualmente impiegati ovvero il Rottenburger, antica varietà tedesca che prende il nome dalla città cui fa capo il proprio territorio di radicamento storico (Rottenburg, Baden-Württemberg) e che è stata popolare fino agli anni Settanta del seccolo scorso, per poi eclissarsi. Portato di nuovo alla ribalta in questi anni, ecco che lo troviamo appunto in questo test, dai risultati, dicevamo, interessanti. Fermi restando gli aspetti visivi (tinta paglierina, trama pulita, schiuma ben presente) e il grado alcolico (5%), l’aroma affianca, ai tratti già tipici nella birra-madre (cereale fresco, fiori di campo, affilatezze erbaceo-resinose), una nitida, per quanto garbata, suggestione di erba cipollina, che incrementa l’impressione di ruralità. Idem, la bocca è assai simile a quella del modello di riferimento, quindi affidata a un telaio leggero, elastico, che disegna un tracciato gustativo neutro-morbido nelle prime pedalate, per farsi via via più velocemente diretto verso traiettorie bittering, attraverso una corsa asciutta: la quale – in questa edizione – evidenzia ancor più i lati della propria secchezza e della propria inclinazione amaricante. Bevuta e… approvata!

Pils Rottenburger del birrificio Elvo

Stile: Pilsner
Fermentazione: bassa
Colore: chiaro
Gradi alcolici: 5% vol.
Temperatura di servizio: 6-8 °C
Bicchiere consigliato: calice a chiudere, Pils glass