Papessa del birrificio Loverbeer

Il birrificioLa birraNote

LoverBeer

 PapessaFermentazione: Alta
Stile: Imperial Stout
Colore: Nera
Gradi alcolici: 7° vol.
Bicchiere: Balloon
Servizio: 10-12°C

 

Ci sono tanti modi per brassare una imperial stout: quello muscolare dei paesi nordici, quello classico, nella sua robustezza, dei paesi anglosassoni, quello “fantasioso” dei birrai americani. E poi c’è il modo di Valter Loverier, che ha scelto una figura dei tarocchi, la Papessa, per darle una identità, anche grafica. Conosciuta anche come la Sacerdotessa, la Papessa, nella cartomanzia, rappresenta la conoscenza segreta e la dualità tra l’universo materiale e quello spirituale. Ma questa  imperial stout di 7 gradi alcolici “doppia” non è, e neanche ambigua. E’ semplicemente perfetta (o quasi).
Tanto malto chocolate e black roasted che le regala un colore nero, anzi, nerissimo. Enorme la testa di schiuma, color cappuccino, fine e cremosissima, che si sprigiona appena versata: stupisce davvero per consistenza e persistenza. Ha naso elegante, discreto e non aggressivo, con un caffè  gentilmente tostato e un cacao delicatamente torrefatto che le forniscono un profilo aromatico inattaccabile. Corpo di seta e velluto, 7 gradi alcolici e sentirli poco, perché la morbidezza di fondo le permette di insinuarsi in bocca in punta di piedi. Fatta davvero con i guanti di velluto, e nonostante il “minaccioso” appellativo di imperial, non nasconde alcun pugno di ferro.

 

Se uno cercava equilibrio in una birra, qui ne trova in abbondanza. Un finale dall’amaro deciso ma non eccessivo, gradevolmente tostato e arricchito da una necessaria nota di liquirizia completa alla perfezione il percorso degustativo di questa birra. Dopo aver bevuto, tempo fa, la Serpent’s Stout di Lost Abbey credevo di aver bevuto la miglior imperial stout di sempre (per me): elegante, sontuosamente raffinata, morbida come il velluto. Ma non mi ero ancora imbattuto nella Papessa.

 

Assaggiata in bottiglia il 10/03/2011