
I preziosi fiori pare uniscano alle immancabili note agrumate (marchio di fabbrica dei cultivar a stelle e strisce) anche chiari apporti di timbro fruttato, evocando polpe a pasta arancio, come l’albicocca o il melone. Il genere botanico neomexicanus (indigeno delle aree occidentali della Federazione) è considerato una derivazione del primigenio cordifolius mongolo, dal quale sembra essersi differenziato circa 500mila anni fa, migrando appunto nelle terre che sarebbero diventate la sua culla. Le varietà allevate, e ora in vendita, da parte dei monaci sono per l’esattezza cinque: Amalia, Chama, Latir, Mintras e Tierra; i rispettivi livelli di alfa acidi variano da un minimo del 4.1% a un massimo del 7.3% e in molti casi il tenore in beta acidi risulta leggermente superiore.



