Lost in hops del birrificio Edit

Una doppia anima (metà europea, metà statunitense) fa vibrare il sentimento modernista, ma cum grano salis, espresso dalla Lost in hops, al secolo la prima India Pale Lager a uscire con impresso il sigillo delle officine Edit di Torino. Il marchio piemontese assembla una ricetta facente perno attorno a una miscela secca contenente malto Pils e (al 5%) Cara Pils; il mosto derivante dalla quale riceve l’impronta di un’articolata luppolatura cui concorrono il tedesco Herkules (in boil hopping) più gli americani Citra (in late e dry), Simcoe (idem in dry) e Cascade (nello hopback), quest’ultimo in fiori e di produzione italiana; il tutto consegnato alle morigerate virtù fermentative del neutro Saccharomyces Pastorianus, onde meglio far risaltare il carattere degli odorosi coni.

Ebbene, shakerato il poutpourri, quel che esce è una pinta dal colore dorato, luminoso, pulito, coronato di schiuma bianca rigogliosa e pugnace; fragrante di profumi che intrecciano un tessuto di panificazioni chiare, frutta esotica (uva spina, melone bianco) e non (pesca), fiori (artemisia, achillea, tiglio), agrumi (pompelmo, arancia). Un concerto fresco che prelude a una bocca in linea con tali premesse: corpo leggero, bollicina arzilla e gradazione contenuta (siamo a quota 5.5) garantiscono una bevuta di facile accesso, da fruire a sorsate capienti lungo l’intero iter palatale (dall’avvio morbido alla chiusura asciutta), assecondando la curva in ascesa di una parabola amaricante tanto vigorosa (nel finale) quanto fluida, senza strappi. Articolata ed essenziale al contempo.

Lost in hops del birrificio Edit


Nazione: Italia
Fermentazione: bassa
Stile: India Pale Lager
Colore: dorato
Gradi alcolici: 5.5% vol.
Bicchiere: pinta
Temperatura di servizio: 7-9 °C