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Le tendenze più curiose: beer cocktail, glitter e birra alla canapa

 

Cocktail costruiti su base birra, addirittura confezionati in lattina; birre iridescenti; o ancora aromatizzate al profumo di cannabis. Sogno o realtà? Tutto vero, anzi, non stiamo parlando di mode ma di alcune delle direzioni di marcia che la birra, nelle sue espressioni più originali o più provocatorie sta seguendo e che promette di continuare a percorrere nei mesi a venire. Ecco una piccola panoramica di tutto il più bello, il più brutto e il più bizzarro che si muove all’orizzonte delle produzioni internazionali.

Parliamo anzitutto dei cocktail. Certo, una pratica che – magari come un fiume carsico, il cui corso ora emerge ora s’interra (effetto ti vedo, non ti vedo) – non è mai venuta meno; ma che, già dalla coda del 2018 sembra essere entrata in una fase di ricrescente vigore. Ne danno testimonianza siti dedicati alle novità di costume quali Cosmopolitan o alle tendenze riguardanti specificamente il fronte alcolici, come VinePair, che citano alcune preparazioni di maggior successo. Ad esempio il Red Vespa si assembla con vermouth dolce e secco, cubetti di ghiaccio, della Lager chiara (una International Pale Lager, se non una Bavarian Hell), il tutto guarnito con una fetta d’arancia intera. La ricetta del Brandy Shandy vede in campo Cognac, sidro di mele, rum, succo d’arancia e di limone, cubetti di ghiaccio e Witbier belga. Mentre tra quelli da poter (eventualmente) confezionare direttamente sfruttando la lattina avvale, ecco il New England Julep, che sia avvale di un formato da 50 centilitri di American Pale Lager unendo ad essa Bourbon, menta, sciroppo (quello semplice, zucchero e acqua) e zucchero in polvere.

Decisamente più eccentriche le birre iridescenti, trattate cioè con il glitter, quel cosmetico costituito da minuscoli frammenti (un millimetro quadro le dimensioni massime) di sostanze quali alluminio, diossido di titanio, ossido di ferro e altre, dipinte con vernici in grado di riflettere la luce in modo cangiante. Ci siamo pian piano assuefatti alle spruzzate di glitter su capi d’abbigliamento, torte di festeggiamento e gelati; e, forse inevitabilmente, hanno finito per colorare, con le loro luminescenze metallizzate, anche il contenuto di una pinta. Ebbene per quanto si possa scuotere la testa, sembra che dovremo abituarci ad accettare questa moda per un un altro po’ (speriamo non un altro bel po’). Tra gli esempi in circolazione, quelli della Bold Missy Brewery di Charlotte (North Carolina) o della Sasquatch Brewing Company di Portland (Oregon).

E arriviamo al capitolo cannabis, ovvero i prodotti brassati con l’aggiunta di olio di cannabidiolo (CBD), sostanza presente – come il tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabinolo (CBN) – nelle infiorescenze femminili della canapa sativa, ma privo di effetti psicoattivi. Utilizzato come integratore sanitario (favorisce il sonno, dà sollievo dal dolore come dall’ansia) e del tutto legale, sta trovando (e sembra ne troverà ancor più) larga applicazione non solo negli Stati Uniti (si veda la Two Flowers Ipa della Coalition Brewing di Portland (Oregon), ma anche in Europa, mentre in Gran Bretagna questo filone ha piantato la propria bandierina grazie alla High Flyer targata Green Times Brewing (Londra).

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