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Gose del Birrificio Finalese

 

Nelle botti piccole (recita un proverbio) c’è il vino buono. E nei fermentatori, allora? Lo stesso, verrebbe da rispondere, se il singolo caso facesse statistica. E, in particolare, se il caso in questione fosse quello del Birrificio Finalese, marchio artigianale con impianto a Finale Ligure (Savona), dai cui tini il titolare (e alchimista) Piero Cavalleri ricava non più di 130 ettolitri l’anno. Una parte dei quali è corrisponde a questa Gose, elaborata (con spirito e perizia da collezionista) applicando la tecnica del kettle souring (per inoculo di Lactobacillus plantarum) a un mosto di malti Pils (60%) e Wheat (40%) luppolato con Perle in solo amaro (omeopaticamente: le Ibu sono appena 10), per poi procedere a fermentazione convenzionale, affidata al neutro US-05.

Risultato? Colore paglierino, trama visiva pulita, schiuma bianca fine e voluminosa in mescita, ma anche discretamente tenace dopo essersi (ovviamente) ridotta a sottile strato residuale; belli e veraci, gli aromi giocano su pochi fronti essenziali: panificato da lievito madre, yogurt (magro e alla pesca), ficcanti correnti citriche e minerali; idem la bocca, il cui corpo leggero (unito alla carbonazione briosa e alla gradazione castigatamente bloccata a quota 4.5) traccia un iter palatale già snello in avvio, poi asciutto a metà strada e secco in un finale che esalta la solida e rinfrescante filigrana acidulo-salina della bevuta. Di poche parole: quelle giuste, però.

 

Gose del Birrificio Finalese

Nazione: Italia
Fermentazione: alta
Stile: Gose
Colore: paglierino
Gradi alcolici: 4.5% vol.
Bicchiere: calice a chiudere
Servizio: 6-8 °C