Ghironda del birrificio LoverBeer

Esplicito omaggio alla cultura e alle tradizioni delle Valli Occitane, la Ghironda firmata LoverBeer (Marentino, Torino) riprende, tal quale, il nome di un antico strumento a corda un tempo protagonista della musica popolare eseguita e ascoltata in quel lembo di territorio piemontese. Lei, la birra, è una Wild Fruit Ale elaborata facendone fermentare il mosto mediante inoculo di batteri lattici e lieviti di varia specie (tra i quali brettanomiceti), per poi osservare una maturazione (ulteriormente contaminativa) di 12 mesi in barrique, durante la quale – in estate – si aggiungono amarene fresche in macerazione, a stimolare di nuovo processi anche metabolici, per mano della microflora residente sulle bucce.

Condizionato infine negli ambienti di confezionamento (fusti e bottiglie), il prodotto consegna, al momento della mescita, un’immagine incentrata attorno a tinteggiature ambrate, attraversate da velature diffuse e da accensioni corallo, nonché rifinite da una sottile stratificazione di schiuma avorio; mentre il profilo olfattivo, decisamente rustico, presenta i contributi tipici dei microorganismi non convenzionali: note termali, muffite, gastriche, animali, fenolico-medicinali, ma soprattutto lattiche (in declinazione fruttata: yogurt alla ciliegia e al ribes rosso), nonché ficcantemente acetiche. Stessi tratti, gli ultimi due, di quella dorsale acida che, dotata anche di apporti citrici e malici, risulta l’asse portante di una sorsata decisamente energica: il corpo è leggero, la bollicina presente, l’alcol (a quota 6.2) sufficiente a svolgere una positiva azione di bilanciamento, garantendo equilibrio lungo un iter gustativo snello in avvio, quindi asciutto e infine secco, in corrispondenza di una chiusura segnata anche da un leggero indugio tannico. Bevuta combattiva.

Ghironda del birrificio LoverBeer

Nazione: Italia
Fermentazione: mista
Stile: Wild Fruit Ale (con amarene)
Colore: ambrato
Gradi alcolici: 6.2% vol.
Bicchiere: calice a chiudere
Servizio: 11-13 °C