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Underplato del birrificio Porta Bruciata

Il marchio Porta Bruciata (Rodengo Saiano, Brescia), in coerenza con la propria inclinazione verso le virtù del luppolo si cimenta con la Underplato con una sottotipologia della matrice American Ipa tra quelle che più hanno fatto parlare di sé nel periodo al quale ci riferiamo. Si tratta delle Brut Ipa, brassate, grazie alla capacità di conversione degli amidi espressa da specifici enzimi diastatici utilizzati in ammostamento, in modo da determinare, in fermentazione, la configurazione di condizioni favorevoli a ottenere attenuazioni pari al 100%. Insomma, una bevuta che fa della secchezza e della carbonazione pimpante (nonché fine) due tra i suoi punti di forza. Nel caso della Underplato (nome emblematico ed efficace), abbiamo una pinta che si avvale anche degli apporti di tre hop cultivar molto trendy, quali l’australiano Galaxy più i tedeschi modernisti Hallertau Blanc e Huell Melon; nonché dell’utilizzo di un lievito da Champagne (mangiatore ma neutro negli effetti), messo in campo appunto al fine di non interferire con gli argomenti aromatici del luppolo. Il suo colore è dorato, la velatura leggera, la schiuma di più che discreta costruzione; la piattaforma olfattiva regala crosta di pane, fiori bianchi (ginestra), frutta matura (pera, melone bianco, uva spina); la sorsata corre veloce, culminando in un finale amaricante di tenore dosato, ma ben sottolineato dall’estrema asciuttezza del corpo, oltre che compensato dal leggero warming dei 7 gradi alcolici. 

Underplato del birrificio Porta Bruciata

Nazione: Italia
Fermentazione: alta
Stile: Brut Ipa
Colore: dorato
Gradi Alcolici: 7% vol.
Bicchiere: pinta