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Tribute del birrificio St. Austell

Dalle fucine del marchio britannico Saint Austell (siamo in Cornovaglia, nell’omonima cittadina di 22mila abitanti circa) ecco un’etichetta dalle intenzioni decisamente territoriali, tanto da esibire la dicitura Cornish Pale Ale. Negli elenchi delle anagrafi stilistiche è registrata come Bitter, appartenenza declinabile, alla luce dei 4.2 gradi alcolici, attraverso la collocazione entro il perimetro della sottotipologia Best Bitter.

Prodotta con malto Pale e gettate di luppolo Willamette in modalità monovarietale, esibisce in mescita un colore di transizione tra il dorato carico e l’ambra di primo ingresso, dalla lucente pulizia e dalla buona guarnitura di schiume. Al naso, la pinta concede sobrie tonalità di panificato a breve-medio infornamento (accenni di biscotto), miele, mela Golden, con il tipico corollario di temi terrosi, legnosi, rizomatosi (tarassaco) e lievemente agrumati che è tipico dell’espressione brassicola nel Regno Unito. Infine la bevuta, facile anche in virtù del corpo leggero e della buona gestione dell’attacco amaricante (a crescere nel finale), scandisce le tappe di un avvio morbido, di un centro bocca snello e di una chiusura asciutta.

Tribute del birrificio St. Austell

Nazione: Inghilterra
Fermentazione: alta
Stile: Best Bitter
Colore: ambrato
Gradi alcolici: 4,2%
Bicchiere: pinta
Temperatura di servizio: 8-10 °C