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Rimangono sette le birrerie trappiste (per ora)

Recentemente si è conclusa la breve telenovela legata all’abbazia cistercense francese di Mont des Cats, di Godewaersvelde, nelle Fiandre Francesi. È bene sapere che il birrificio interno all’abbazia è stato distrutto da un bombardamento nel 1918, e da allora non è mai più stato ricostruito. Dopo quasi un secolo di inattività, giovedì 9 giugno, è stata presentata alla stampa specializzata la nuova birra trappista Mont des Cats, una bionda di 7,6°, dalla ricetta del tutto nuova.

E dove l’hanno prodotta, i monaci francesi, visto che sono privi di impianti di produzione?  Presso il birrificio dell’abbazia sorella di Chimay, uno dei sette birrifici monastici (assieme ai belgi Westmalle, Westvleteren, Rochefort, Achel, Orval e all’olandese La Trappe) che a tutt’oggi possono apporre sulle proprie birre l’ambitissimo logo authentic trappist product. In molti davano per quasi certo che l’abbazia francese sarebbe diventata da subito l’ottavo birrificio monastico: una storia pregressa di ottima produzione birraria, l’appartenenza all’ordine cistercense, certificatore del logo, il fatto che può già apporre il logo sopra citato su uno dei suoi preziosi formaggi, tutti “indizi” che deponevano a favore di questa ipotesi. Ma l’abate francese, nel presentare la nuova birra, sgombra fin da subito il campo da qualsiasi equivoco: Mont des Cats non è l’ottavo birrificio monastico al mondo, e non ha fatto nessuna richiesta di poterlo diventare. Manca, di fatto, una delle condizioni fondamentali per poterlo richiedere: pur essendo prodotta in ambito monastico, la birra non è brassata negli impianti dell’abbazia della quale porta il nome (vedi disciplinare).

Discorso chiuso, quindi, per ora. Difficile credere però che i monaci francesi non ci facciano un pensierino per il futuro. Intanto i 1.500 lt. della prima cotta verranno messi in commercio a partire dal prossimo 16 giugno, vedremo se il (certissimo) successo commerciale che si prospetta aprirà nuove e ben più definite prospettive “certificatorie”.