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Nuove birre da LoverBeer, Ofelia, Olmaia, Hammer, Lambrate e altri

Doppio fiocco in casa del piemontese LoverBeer, che festeggia con BeerBera Riserva Bergnac (8° alc.), ovvero la rinomata BeerBera prodotta con uve barbera che dopo aver fermentato spontaneamente e maturato in tini di rovere per 5/6 mesi, in questa edizione, invecchia in botti provenienti dalla regione del Cognac per ulteriori 12 mesi; e la Tre Ban, una Sour Ale di 6° alc. maturata 24 mesi in botte. Il vicentino Ofelia si presenta all’estate con una freschissima novità: la Infrad-ipa, session ale dorata, secca e profumata, realizzata con malto pils e luppoli americani e neozelandesi da aroma (Rakau e Simcoe) che contribuiscono a dispensare note tropicali, resinose ed erbacee, il tutto compresso in 4.7° alc. Tra i produttori che ultimamente di sono cimentati con le lattine troviamo il Birrificio Amerino (Terni) con una linea luppolata composta da una DIPA la Masika (7° alc.) e una hoppy saison recentemente rilasciata, NoSignal (5,5° alc.), costruita con gettate di luppolo sopra la premiata e collaudata Northup.

Il lombardo Hammer ha da poco inaugurato una nuova linea che si diverte a riproporre la stessa ricetta – un American Ipa di 7° alc. con malto Pilsner e lievito Vermont – cambiando però ogni volta la luppolatura. Alla primogenita Galaxy Wai-iti, che prevede varietà di luppolo australiane e neozelandesi, a fatto seguito la seconda della serie, Amarillo, contraddistinta dall’omonimo luppolo statunitense. Spostiamoci a Milano dove Lambrate tenta il colpo ad effetto con la nuova Sour IPA (5,0° alc.) cercando l’incontro/scontro tra l’acidità lattica e la luppolatura americana di Citra e Amarillo utilizzati in doppio dry hopping. A Vigevano avvistata una nuova birra prodotta da Conte Gelo, Crossover, nata con il desiderio di disorientare il bevitore con una birra composta da due anime distinte date dal lievito belga e dai luppoli americani.

Non mancano ovviamente le collaboration brew. Tra le tante segnaliamo al sud quella tra il calabrese Eraldo Corti di ‘A Magara e il siciliano Gabriele Siracusa di Alveria che si sono divertiti a giocare con gli stili, ironizzando sulle derive evolutive moderne, con la nuova Double orange cocoa roast pepper spicy sweet stout per gli amici Franco (5,5%). Nel filone delle birre a più mani segnaliamo anche la Nopalita. Nata a Ragusa negli impianti di Yblon con l’intervento di Jurij Ferri di Almond ’22 e lo zampino del pub Mosaik è una ale delicatamente sour, brassata con purea di fico d’India siciliano. In Toscana invece l’incontro tra birrai è avvenuto a Pienza dove ha sede Brasseria della Fonte che assieme a Calibro 22 ha dato vita ad una Best Bitter veramente british a partire dalla selezione degli ingredienti che regalano un naso tipico (frutta secca, caramello), bassa gradazione (3,8%) e un finale secco giustamente amaro. Rimanendo in regione concludiamo con l’ultima creazione del birrificio Olmaia (Montepulciano): Miss Bunny (4,5%) – il nome ricalca quello del personaggio femminile del film Il grande Lebowski – una Saison belga sui generis realizzata con aggiunta di coriandolo, buccia d’arancia e sale di Volterra.