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Si può usare l’estratto di malto utilizzato dai panifici per produrre la birra?

Nel mondo dell’homebrewing capita spesso di sentir parlare di malti da panettieri utilizzabili in alternativa ai tradizionali malti appositamente creati per la birrificazione, e ad ognuno di noi alle prime esperienze di E+G (estratto di malto non luppolato + grani) è sorta la stessa domanda, che risultati danno questi malti? Quali sono i vantaggi? Ma soprattutto ci sono degli svantaggi, e se si quali?

Partiamo con il dire che, come si evince già dal nome, questo malto non nasce per lo scopo di birrificare, ma essendo comunque malto può essere utilizzato anche in questo campo (naturalmente non per creare birre molto chiare, dato che si presenta di colorazione molto scura). Molti homebrewers, comunque, lo usano o lo hanno usato: Uno dei pregi maggiori è il basso costo di questa materia rispetto ai malti da birrificazione: i risultati sono spesso soddisfacenti, talvolta anche ottimi visto che ci sono state ricette realizzate con estratto di malto da panettieri che hanno vinto concorsi dedicati agli homebrewers. La cosa principale è capire che tipo di malto si ha di fronte, ovvero se è malto d’orzo oppure se per la sua realizzazione sono stati usati altri cereali (mais, grano, ecc.). Questo però non sempre è possibile capirlo dalla latta che il produttore fornisce: al momento dell’ordine basterebbe in realtà chiedere aun estratto che sia interamente d’orzo, e quindi più sicuro per il nostro scopo. Esiste anche l’estratto da panettieri in polvere, ma il suo utilizzo non è consigliato usarlo poiché alll’interno ci sono già mescolate percentuali di farine per la panificazione.

Il malto da panettieri più usato dagli homebrewers è sicuramente il Diamalt della Diamalteria Italiana: il problema è che non sempre è facile procurarselo, ma una volta che ci si riesce si avrà la possibilità di fare le nostre birre e sperimentare spendendo cifre minime!