Island Trip dei birrifici Flybrew, Tro Ales e BlackLab

Un affinamento, breve ma comprensibilmente assai incisivo, a monte del quale abbiamo una ricetta che prevede, in ammostamento, malti Pale, Cara Munich 1, Special W, Carafa Special 2 e 3, più fiocchi d’avena; in caldaia gettate di Chinook solo da amaro; in fermentazione inoculo del britannico lievito Nottingham.
Risultato: un calice da artiglieria, che – preso atto dell’estetica da disciplinare di genere (color ebano fitto, sostanzialmente impenetrabile, e densa schiuma nocciola) – si fa largo verso le narici con la potenza di una locomotrice, pestando su pistoni torrefatti (caffè, cacao, china) e fruttati (prugne) in versione liquorosa (suggestioni di nocino comprese), oltre che sulle detonanti palpitazioni iodato-torbate della terziarizzazione. Sorprende, peraltro, la relativa facilità di beva: ché se il sorso è caldo e denso (nonché assai sottile la bollicina), il suo scorrere si giova tuttavia di un discreto contributo equlibrante dell’acidità di centro-corsa prima e del picco della curva amaricante percepito in chiusura. Lunga, poi, la persistenza torna a far parlare gli argomenti dell’elevazione e le connesse risonanze da distillato caledoniano.
Island Trip del birrificio FlyBrew
Nazione: Spagna
Fermentazione: alta
Stile: Imperial Stout
Colore: ebano
Gradi alcolici: 9.5%
Bicchiere: pinta, calice a chiudere
Servizio: 11-13 °C



