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Hop Rider del Piccolo Birrificio Clandestino

hop rider clandestinoLuppolata… da competizione. Nuovo “battesimo” in casa PBC -Piccolo Birrificio Clandestino: il marchio livornese, ultimamente incline al dinamismo, dopo il recente trasferimento nel nuovo impianto produttivo, esce con un’etichetta “inedita”, frutto di una partnership con il “Superenduro”, circuito nazionale agonistico di mountain biking, a sua volta parte di un coordinamento internazionale, denominato “Enduro World Series”.

La birra in questione si chiama Hop Rider e si fregia, in etichetta, dei galloni di “Superenduro official craft beer”. Sotto il profilo stilistico si tratta di una American Amber Ale, tarata sui 4.9 gradi alcolici e, relativamente alle componenti amare, sulle 28 Ibu: teoriche, precisa Pierluigi Chiosi, mastro del Pbc, in quanto la percezione risulta decisamente più incisiva, in ragione della durezza in carbonati che caratterizza l’acqua delle nostre parti. Per questo Pierluigi ha voluto un opportuno controcanto di parti morbide, estraendo, durante l’ammostamento, quegli zuccheri non fermentabili da ritrovare nella “Hop Rider” in termini di corporeità e abboccatura: una birra pensata per i ciclisti, dunque per chi sostiene sforzo fisico, prosegue Chiosi, non poteva non prevedere una certa sostanziosità. Quanto agli ingredienti, la ricetta parte da una compagine di malti assai semplice (96% Pale più 4% Carapils); e procede poi con una tavolozza di luppoli che affianca il Perle in amaro all’accoppiata Amarillo-Simcoe in late e dry hopping.

Al banco d’assaggio, la “Hop Rider” esibisce un colore ambrato chiaro, dalle velature non eccessivamente marcate e, anche per questo brillante oltre che fisiologicamente “caldo”. Idem, “caldo”, in senso metaforico, è il naso, con percezioni orientate in direzione della dolcezza, con basi maltate ben palpabili (caramello, biscotto, pasta di nocciole), unite da un lato a temi fruttati estivi (nettarina, ananas, mango), dall’altro a luppolature “collaborative”: che suggeriscono sia l’agrumato della confettura d’arancia e del chinotto; sia un vegetale carnoso echeggiante il geranio; sia rinfrescanti pennellate resinose. Musica (come spesso accade) alquanto diversa al sorseggio; ché, se l’attacco è amabile, decisamente fulminea (anche in quanto sostenuta dalla buona vivacità effervescente) è la “planata” delle componenti amaricanti: rapide nell’occupare tutti gli spazi di percezione del cavo orale e, poi, durevoli nel menare le danze di una persistenza aromatica molto, ma molto, lunga. Qui lo spettro delle sensazioni si apre a ventaglio, scoprendo una lieve terrosità e toniche ventate balsamiche.

Reperibile al momento solo entro il circuito Superenduro (è stata presentata il 28 giugno in occasione della gara di Madesimo, in provincia di Sondrio; il 12 e 13 luglio sarà “guest star” della tappa World Series a La Thuile, in Val d’Aosta), è già destinata a entrare nel catalogo delle produzioni stabili targate PBC.

 

Hop Rider del Piccolo Birrificio Clandestino

Stile: American Amber Ale
Fermentazione: Alta
Colore: Ambrato
Alc.: 4,9 vol.
Temperatura di servizio: 8-10°C
Bicchiere: Pinta americana