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Hall of Fame. Capitolo XII. Conflux 2 White Ipa

Ufficializzato nell’ambito dell’infornata di canonizzazioni tipologiche che ha contraddistinto la revisione 2015 delle Linee Guida Bjcp, lo stile White Ipa ha natali alquanto recenti, e, al netto di una fase di gestazione maturata anche negli anni precedenti, presenta una storia il cui inizio formale si fa risalire a un periodo e a un episodio ben identificati. L’epoca dei fatti è quella corrispondente allo scorcio finale del 2010; il contesto operativo, quello della collaborazione tra due birrifici americani esponenti di altrettante ben diverse filosofie produttive: la westcoaster Deschutes Brewery di Bend (Oregon) e la Boulevard Brewing Company di Kansas City (Missouri), marchio iscritto alla corrente animata da matrici d’ispirazione belga, come belga è l’origine del suo brewmaster, Steven Pauwels.

deschutes-breweryCosì, se lui – in quella cotta a quattro mani che fu la Conflux 2 (secondogenita della Conflux Series: ramo, appunto, collaborativo della Deschutes) – portò l’inclinazione al grano e alle spezie, il collega Larry Sidor contribuì, da parte sua, con la passione tipicamente pacifica verso i luppoli.

deschutesconflux570Ne nacque un ibrido da 7,3 gradi e 49 Ibu, confezionato – stando alle fonti bibliografiche – con frumento (un tocco), scorze d’arancia, coriandolo, citronella e salvia, oltre agli appena citati luppoli in funzione anche aromatica. Il responso – alla prova della platea – fu un’approvazione praticamente plebiscitaria: e sancì l’alba, come detto, di un nuovo genere brassicolo. Il quale oggi, nel già menzionato Bjcp, trova una definizione nel cui perimetro si ammettono performaces tra le 50 e le 70 Ibu; tra i 5 e i 7 gradi alcolici; brassate utilizzando malti d’orzo e grano, lievito selezionato Witbier, luppoli Usa di timbro agrumato ed eventualmente anche spezie, queste ultime tuttavia non prescritte come essenziali.