Fiers de nos Bières: l’orgoglio belga diventa una campagna video

Fiers de nos BièresUna campagna ad ampio raggio – “a 360 gradi” è la formula classica, ma in questo caso è forse più appropriato dire “in direzione di ogni punto cardinale” – per supportare l’immagine di qualità (e con essa le posizioni sul mercato) della birra tradizionale belga. Forse (anche) stimolati dall’ascesa di nuove scuole produttive, i vertici della Belgian Brewers, l’organizzazione di categoria dei brassatori del Paese di Re Gambrinus (ne fanno parte quasi tutti i marchi del settore: da Rochefort a Cantillon, da Rulles a Du Bocq e così via), hanno dato il là a un grande piano di mobilitazione dell’orgoglio patriottico per quella che è una delle produzioni alimentari più rappresentative della propria terra. Come? Con una serie di “mini documentari”, ciascuno girato in un diverso angolo del mondo (Francia, Stati Uniti e Cina, perfino) e volto a testimoniare come, in ognuno di quei contesti, il consumo di birra belga sia associato alla nozione di cultura del bere, con tanto testimonial, quali chef e altre figure.

In sostanza, poi, la campagna “Fieri della nostra birra”, invita gli operatori a dotarsi di simboli comuni – come la bandiera nazionale (nera, gialla e rossa) con la sagoma di una pinta al centro; o uno speciale bicchiere da degustazione – al fine proprio di fare “fronte comune” nel dare sostegno al proprio patrimonio di tradizione e gusto (per i dettagli sono disponibili sia un sito specifico, sia una pagina facebook). Che non sia un esempio possibile, per iniziative “di sistema” da attuare anche dalle nostre parti? Come recitava uno spot italico degli anno Ottanta… “Meditate, gente. Meditate”.