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DNA del birrificio L’Orso Verde

Fin dal 2004 Orso Verde ruggisce sul ring del movimento artigianale italiano, dalla sua tana lombarda di Busto Arsizio (Varese), tenendo alto il vessillo dei piccoli produttori e, nel loro caso specifico, anche quello della devozione per il luppolo. Il quale è protagonista di questa ricetta, la DNA, codificata dall’autore, Cesare Gualdoni, come Bitter; ma percepita dai repertori di critica e classificazione come Golden Ale; se pur dotata di temperamento adeguato a poter pensarla – nell’opinione di chi scrive – anche come Session Ipa. Del resto, avvitarsi in discussioni del genere è fine a se stesso: quel che conta è, da un lato, il progetto (in soldoni, una monoluppolo affidata aile virtù della varietà australiana Galaxy); e, dall’altro, il risultato: che andiamo senza indugi a raccontare.

La mescita consegna una pinta dal luminoso colore dorato, innervata da proporzionate sospensioni, protetta da una cospicua copertura di schiuma bianca; diradatasi la quale, si distende un arco olfattivo decisamente fresco, estivo, appetitosamente ventilato: con prevalenti tematiche floreali (achillea, artemisia, tiglio), seguite a ruota da note fruttate (melone bianco, pesca, uva spina) nonché da bordature agrumate (lime) e delicatamente resinose. Decisamente golosa, la sorsata unisce i benefit della scorrevolezza (il corpo è nervoso, scattante), della leggerezza alcolica (4 i gradi), dell’equilibrio tra un avvio morbido e una percorrenza amaricante in graduale crescita, fino al finale secco, di timbro erbaceo e pulito. Astenersi bevitori timidi!

DNA del birrificio Orso Verde

Nazione: Italia
Fermentazione: alta
Stile: Golden Ale
Colore: dorato
Gradi alcolici: 4% vol.
Bicchiere: pinta
Temperatura di servizio: 6-8 °C