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Delia del Birrificio Italiano

delia_logo_300Nascendo nel solco ideale di un must come la Tipopils, poteva essere non facile affrancarsi da quella così ingombrante paternità e far percepire il proprio originale temperamento, fino a ricavarsi uno spazio di autonoma considerazione nel giudizio del pubblico. Beh, l’operazione è forse ancora in divenire, ma pare avviata positivamente. Di intrigante, pur con tutto il rispetto per la poc’anzi citata precorritrice, c’è che la Delia sa stare nel perimetro di quel concetto brassicolo che così tipicamente appartiene al Birrificio Italiano, ma allo stesso tempo sa portarvi un contributo di novità.

Leggera, chiara e sottilmente velata, ben attrezzata quanto a schiuma e connessa carbonazione (in un sorso di questo genere un poco di vivacità effervescente dev’esserci), questa bassa fermentazione, low alcohol per giunta (4.3%), fa capire di che pasta è fatta subito in fase di avvicinamento olfattivo. Il profumo infatti è articolato, oltre che sicuro di sé: invita a seguirlo sulle tracce dell’erbaceo (fieno), di passi più morbidamente maltati (leggeri accenni mielati e panificati), di un fruttato che alterna melone giallo e ananas, di agrumi alquanto bitter (pompelmo) e, soprattutto di un rinfrescante balsamico che si tinge di resine. Sensazioni che ritroviamo nuovamente nella dimensione retronasale, dopo che la bocca ha fatto vibrare – nel contesto di una corporatura da ginnasta – prima una guizzante acidità, poi uno stacco di amaro da luppolo capace di attrarre su di sé l’attenzione, senza irruenze. Bersaglio centrato; in pieno.

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Delia del Birrificio Italiano

Fermentazione: Bassa
Stile: Pilsener
Colore: Paglierino
Gradi alcolici: 4,3 % vol.
Bicchiere: Calice a chiudere
Servizio: 8-10°C