Fare una birra Imperiale!
Chi più ne ha, più ne metta! Tutti le cercano, tutti le vogliono, i più snob le denigrano salvo poi abusarne. Sono le Imperial, sogno proibito di ogni homebrewer, cavallo di battaglia fra gli stili americani. A cercare sul dizionario il termine “imperiale” viene descritto come “dell’imperatore, dell’impero”, e ancora “maestoso, regale”. Mai definizione fu più azzeccata! Il termine Imperial venne coniato nella vecchia Inghilterra del XVIII secolo, dove la leggenda vuole che un birraio diventò famoso per una particolare versione della propria Porter – che ricordiamo essere l’antenata delle Stout – maggiormente alcolica e parecchio luppolata rispetto alla norma. La fama della nera bevanda si estese non solo nel Regno Unito ma in tutta Europa, in particolare nell’Impero Russo, dove l’Imperatrice e autocrate di tutte le Russie, Caterina II, ne divenne una vera fanatica. Ciò si tradusse in numerosissimi ordinativi, volti a soddisfare le esigenze del consumo di Corte ma destinati anche al sostentamento delle truppe impegnate nella difesa degli interminabili confini dell’Impero: da nord a sud, dall’Europa continentale fino ai remoti confini americani dell’Alaska. Ripensando alla storia delle IPA inglesi, si intuisce facilmente che la caratteristica che ha aiutato questa birra a resistere a pressoché ogni temperatura “imperiale” è l’elevata potenza alcolica. Potenza che unita ad un amaro molto accentuato – dovuto ad un abbondante dosaggio di luppolo, estremo per l’epoca – permise ai barili di resistere ai lunghi viaggi attraverso i Continenti. Va da sé che la storia si arricchisce di coincidenze e presunti eventi storici che, inevitabilmente, creano il mito: in questo caso un ruolo da protagonista viene assegnato all’inglese Henry Thrale, che per primo capì il successo di questa birra estrema capace di superare le difficoltà logistiche dell’epoca e raggiungere mete lontane quanto esclusive.


Infine, la maturazione: assolutamente Zen! Dimenticatele in cantina o in luogo comunque fresco e buio anche per 6 mesi e più: sono birre che necessitano di un lungo riposo per compiere le dovute trasformazioni e raggiungere le adeguate complessità. Non abbiate fretta! Per chiudere, dimenticatevi ogni idea di equilibrio e bilanciamento della ricetta: sono birre estreme, osate!
ZARINA RUSSIAN IMPERIAL STOUT
(PER 24 LITRI)
OG 1195
FG 1030 CIRCA
MALTI
PALE ALE 9,0 KG
CARA MUNICH 0,1 KG
CHOCOLATE 0,2 KG
CRYSTAL 0,2 KG
SPECIAL B 0,3 KG
ROASTED 0,5 KG
LUPPOLO (AA% / Q.TÀ /TEMPO)
NORTHERN BREWER (9 / 80 / 90)
EK GOLDINGS (5 / 40 / 20)
EK GOLDINGS (5 / 20 / 10)
EK GOLDINGS (5 / 20 / 1)
LIEVITO
S-04 O WYEAST 1084 IRISH ALE
Portare l’acqua a 60°C e miscelare i grani macinati. Alzare a 64°C per almeno 75 minuti e fare il test dello iodio. Proseguire, in caso di risultato negativo, fino a conversione avvenuta. Portare a 79°C ed effettuare lo sparge con acqua a 80°C. Far bollire per 90 minuti con le aggiunte di luppolo. Raffreddare e far fermentare con una buona quantità di lievito attorno ai 21°C. Imbottigliare con circa 6-7 g/l di zucchero e far maturare per almeno 4 mesi.
kkk
Articolo pubblicato su Fermento Birra Magazine n. 7



