In vetrina, Made in USA, News, Sapevate che|25 giugno 2012 09:00

Quando il lievito è nella barba: Rogue sperimenta il “Body Harvesting”

Fossimo in Italia non avremmo dubbi: si chiamerebbe PersonAle. Ci riferiamo infatti ad una alquanto azzardata e peculiare forma di brassare, quella che Charlie Papazian (foto a sinistra) ha chiamato “Body Harvested Beer”. L’idea lanciata dal presidente di BA sulle colonne di Zymurgy Magazine e ripresa recentemente dallo stesso autore su Examiner.com, ipotizza infatti, tra serietà e scherzo, che il prossimo trend brassicolo possa essere quello di realizzare birre a partire dai microorganismi raccolti dai corpi delle persone. A partire da tali si potrebbe infatti realizzare un ceppo di lievito utile per brassare una birra assolutamente personalizzata e, liberando la fantasia, addirittura cuvée familiari, o birre fatte usando, nel senso letterale del termine, personaggi famosi. L’ipotesi di Papazian è quella di utilizzare i ceppi ottenuti con il “Body Harvesting” in fermentazione secondaria, in modo da non affidarsi del tutto ad essi facendoli comunque prendere parte in maniera attiva al prodotto finito, insomma in un futuro lontano ognuno potrebbe bersi la sua birra.

 

E magari quel futuro potrebbe non essere troppo lontano. Pare infatti che l’esuberante e innovativa Rogue Ales abbia preso sul serio la proposta di Papazian, fino ad annunciare recentemente di avere messo in produzione la New Crustacean, una birra con un lievito selezionato proprio con il body Harvesting (uscita prevista: 2013). Ovviamente il soggetto Alfa non poteva essere che il birraio stesso, John Maier (nell’immagine), e in particolare la sua celebre barba che cresce felicemente dal 1978, e che nel tempo, un po’ per il normale decorso della vita, un po’ per la professione del suo portatore, deve avere ospitato una certa varietà di forme microbiologiche. Proprio a partire da queste gli scienziati del White Lab sono riusciti a isolare un ceppo di lievito assolutamente adatto alla produzione brassicola. Chissà se il nuovo arrivato riuscirà a soppiantare PacMan, il lievito di cui Rogue è proprietaria e che usa in tutte le sue birre?

Se l’esperimento dovesse funzionare il birraio diventerebbe in qualche modo “attore protagonista” della fermentazione e allora sì che potremmo dire con ancora più forza:  “John Mayer fa delle ottime birre”!

 

 

 

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