Yellow Fever del birrificio White Dog

La birra più “commerciale” del White dog, almeno nella considerazione generale (io l’ho acquistata nella grande distribuzione; non so se questo può confermare l’ipotesi). Il che non vuol necessariamente  dire che questa Yellow Fever sia una birra banale, o che strizza l’occhio furbescamente ai palati meno intraprendenti. Tutt’altro. E’ una bella bionda, beverina al punto giusto, dotata di buona personalità e carattere ben definito. Il colore è un giallo molto carico, al confine con l’oro antico, la schiuma è ben costruita, cremosa e relativamente persistente. Forse la parte meno ricca (e quindi più debole) della birra è il naso, che ho trovato abbastanza scarno e appiattito un po’ su un floreale non particolarmente ricco e vario. Il corpo della birra è più vivace: un sottofondo di malto che la rende inizialmente e tendenzialmente morbida, una interessante evoluzione del gusto, nel quale, dopo un iniziale sentore di miele, si affaccia un agrumato tenue ma corretto che sfocia poi una sensazione amarognola diffusa e ben decisa,secca e allo stesso tempo amabile, che lascia la propria impronta decisa e durevole su tutto il fondo del palato e il retro della lingua. Permane nel finale, lungo e decisamente ben strutturato, la percezione dell’amaro, e la pulizia asciutta ed erabcea che rende questa birra adattissima per dissetarsi in una calda stagione estiva. Non molto carbonata, e questo forse potrebbe essere un altro piccolo difetto.

Yellow Fever del birrificio White Dog

Fermentazione: Alta
Stile: Golden Ale
Dorata
Gradi alcolici: 4,7% vol.
Bicchiere: Pinta
Servizio: 7-9°C