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Storia della birra artigianale: nascita di UnionBirrai

unionbirraiLa necessità di confrontarsi, di affrontare i problemi comuni, ma anche di cercare visibilità e fare “gruppo”: sono queste le necessità principali che hanno portato un ristrettissimo gruppo di artigiani ad incontrarsi, nel 1996 e a costituire ufficialmente nel 1998 la prima associazione di microbirrifici in Italia. Tutto ebbe inizio tra due studenti universitari della Facoltà di Agraria, Agostino Arioli e Guido Taraschi. Entrambi appassionati di birra si ritroveranno alcuni anni dopo a percorrere la stessa strada: produrre birra artigianale nei propri locali, il primo a Lurago Marinone (CO) e il secondo a Cremona. Iniziano così a confrontarsi sulle proprie esperienze, sulle strade che li portano alla ricerca di materie prime che, all’epoca, non era facile reperire in Italia. Poi, tramite il loro professore di Università, il dott. Sangiorgi, entrano in contatto con i figli che assieme ad altri soci stavano avviando anche loro un brew-pub a Milano, il futuro Lambrate. Incontrarsi è naturale, scambiarsi pareri ed assaggi la norma, e le riunioni dapprima rade, si fanno sempre più frequenti anche con Enrico Borio del birrificio Beba. “Sono stati anni bellissimi sotto il profilo umano e per l’entusiasmo che tutti avevamo”.

Ricorda Guido Taraschi de La Centrale della Birra di Cremona, uno dei primi brew pub italiani che oggi, purtroppo, non c’è più. “Sono stati anche anni di grandi difficoltà, soprattutto di tipo burocratico. Ecco, se c’è una cosa di cui vado fiero, è il fatto che abbiamo lasciato un segno tangibile della nostra attività, riuscendo a far capire agli organi sanitari e dell’erario, che le regole di allora non andavano bene per le realtà dei nostri microbirrifici”. All’inizio infatti, soprattutto in alcune realtà della provincia, i birrai potevano brassare soltanto alla presenza degli agenti della Finanza, che dovevano appurare la quantità di prodotto da tassare con l’accisa. L’allargamento del gruppo prosegue poi grazie all’amicizia tra Lorenzo Dabove, già di casa negli ambienti birrari storici europei e del Belgio in particolare ed Arioli. Amicizia che porta dentro il gruppo Teo Musso, che dalla provincia di Cuneo già cominciava a far parlare si sé e delle sue birre. Le esigenze di “fare gruppo” si completano poi con la nascita dell’associazione culturale “Unionbirra”, nome che poi è stato subito cambiato per problemi legali in “Unionbirrai – microbirrifici” e successivamente soltanto in “Unionbirrai”.

unionbirrai birra dell'anno 2006Molti gli aneddoti che affiorano nella mente di Lorenzo Dabove (Kuaska), dalle prime riunioni “ che finivano sempre allo stesso modo: grandi bevute e molta goliardìa”, fino ai primi eventi organizzati per cominciare ad ottenere visibilità. In quegli anni, racconta Kuaska, siamo entrati per la prima volta in manifestazioni importanti come Cheese, dove abbiamo realizzato degustazioni seguitissime con le birre artigianali italiane ed i formaggi. Un abbinamento fino a quel momento concesso soltanto al vino”. In quegli anni comincia anche la rivoluzione nei ristoranti, che iniziano a proporre anche birre artigianali accanto alla carta vini. Altra svolta importante di Unionbirrai arriva con l’ingresso di un nutrito gruppo di homebrewers, che cominciavano ad appassionarsi ad un hobby, quello della birra in casa, seguendo le poche informazioni allora disponibili. Grazie alla tenacia di persone come Max Faraggi e Davide Bertinotti e al lavoro di tanti volontari ed appassionati, prendono corpo le partecipazione fieristiche, i concorsi come “Birra dell’anno” (riservato ai professionisti) ed ai corsi di degustazione e di birrificazione casalinga. Nel frattempo, alla presidenza dell’associazione, Guido Taraschi lascia il posto al prof. Sangiorgi.

unionbirrai storia

Un sodalizio, quello con gli homebrewer, che però si interrompe nel 2008 portando ad una vera e propria scissione. L’anno successivo infatti, verrà fon- data l’associazione Movimento Birrario Italiano (Mo.Bi), mentre Unionbirrai, anche con l’innesto di nuove forze nel direttivo e nel consiglio, comincia un percorso che la porterà (ancora oggi) a proporsi come vera e propria associazione di categoria, non solo dei microbirrifici, ma anche nei confronti di tutto il mondo professionale che le gira intorno, pub e rivenditori compresi. “Si tratta di un percorso lungo e difficile “ dice il direttore operativo di Unionbirrai, Simone Monetti. “Oggi più che mai, se si vuole portare avanti un discorso di categoria, c’è bisogno dell’impegno di tutti i professionisti del settore. Qui non si parla solo di sostenere l’associazione con l’iscrizione annuale: significa impegnarsi affinché tutta la macchina giri al meglio”. Un impegno che negli ultimi due anni, ha portato Unionbirrai a sedersi al tavolo ministeriale per un confronto con l’Agenzia delle Dogane per affrontare i numerosi problemi legati al discorso delle accise e all’applicazione pratica di regole certe per tutti. L’alleanza strategica con la CNA (Confederazione nazionale Artigiani) invece ha portato l’associazione all’interno dei meccanismi nazionali per l’assistenza agli artigiani, con un programma ricco di interventi e di collaborazioni possibili.