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Tasse e birra artigianale: Cna e UB chiedono riforme

Burocrazia-italianaDa un lato l’azione erariale resta pressante, dall’altro nessun intervento concreto in tema di snellimento e chiarificazione burocratici: il torchio contributivo resta stretto, la selva normativa rimane complicata. E’ la considerazione, perentoria e netta, che Cna Alimentare e Unionbirrai, pongono all’attenzione pubblica con un comunicato congiunto diffuso a margine dell’audizione (di fronte alla Commissione Agricoltura della Camera) su Disegno di legge 3119 in materia, appunto, di semplificazione del settore alimentare.

Il Ddl in corso di valutazione può essere – affermano le due associazioni – un ottimo veicolo per riconoscere le esigenze legittime di centinaia di microbirrifici, oggi penalizzati dal fisco rispetto ai concorrenti europei e sottoposti a dubbie interpretazioni della legge da parte della burocrazia. E la nota prosegue sottolineando come sia incomprensibile, anzi inaccettabile, che la legislazione italiana consideri allo stesso modo piccoli (o piccolissimi) produttori brassicoli e grandi stabilimenti industriali, ponendoli sul medesimo piano, sia per livelli di imposizione, sia per complessità degli adempimenti, mentre quasi tutta l’Europa, e in particolare i già citati nostri diretti concorrenti (come il Belgio e la Germania), favoriscono e sostengono i microimpianti, in coerenza peraltro con le direttive emanate dalla Commissione Ue.

Altro tasto (particolarmente sensibile, per chi passa la sua vita in sala cottura), quello delle procedure di accertamento: è tempo – chiedono Cna e Unionbirrai – che venga chiarito il metodo di accertamento della produzione dei microbirrifici. Il controllo va eseguito alla fine del processo e non prima, come talvolta accade: sia perché il mosto è soggetto a un calo fisiologico; sia perché la maturazione delle cotte impegna un lasso di tempo consistente e quindi le imprese sono costrette a pagare le accise considerevolmente prima di poter mettere in vendita la loro birra.

Infine, Unionbirrai torna sulla questione della definizione stessa di birra artigianale. L’argomento – questa la riflessione del direttore operativo di UB, Simome Monetti – è sempre molto sentito dai piccoli produttori; e sembra essere diventato molto interessante anche per il mondo politico. Ecco, pur non sottovalutando il problema del dare una identità giuridica ai nostri prodotti, ribadiamo comunque che oggi sono tanti (e forse più gravi) i problemi che minano la competitività della nostra birra artigianale; la quale quindi, con massima urgenza, necessita soprattutto di agevolazioni fiscali (come succede in tre Paesi UE su quattro) e di semplificazioni operative per potere svolgere al meglio la propria attività, mettendo sul mercato birre sempre più apprezzate dagli appassionati in Italia e nel mondo.