St. Patrick’s Day: la birra verde tra storia e leggenda

Sanbirra verde Patrizio, l’Irlanda, le birre: le quali, nel giorno del 17 marzo, consacrato appunto all’evangelizzatore delle isole britanniche, si tinteggia di verde, per la precisione di birra verde. Una tradizione che – piaccia o no alla platea dei puristi – ha comunque messo radici. E dietro alla quale c’è una storia che merita di essere accennata, fissando alcuni punti di chiarimento.

Primo: dicendo cosa sia questa versione cromatica piuttosto bizzarra di una pinta. La nuance nasce dall’aggiunta, a una base brassicola chiara (Lager o Golden Ale), di ingredienti come il Blu Curaçao (liquore “azzurrato” grazie all’uso di pigmenti: sommato al paglierino della birra, produce un effetto smeraldino); oppure semplici sciroppi; o ancora coloranti alimentari (quelli naturali derivano ad esempio dalla clorofilla).

Secondo: le origini dell’usanza. Come spesso accade di scoprire, si tratta di un prodotto d’importazione: le radici sono non gaeliche, ma d’oltreoceano, per l’esattezza americane.

Terzo: un po’ di nomi, cognomi e vicende. I documenti e le testimonianze a disposizione accreditano, come ideatore della green beer, un medico, il dottor Thomas H. Curtin, che, di sicuro dal 1914, ne serviva agli ospiti della sua club house a New York: ma ricercatori e storici della materia sono sostanzialmente concordi circa il fatto che la novità avesse debuttato già qualche anno prima, come minimo nel 1910 o giù di lì. Il requisito, poi, in virtù del quale il drink abbia fatto presa sugli immigrati irlandesi è fin troppo intuibile: il colore nazionale, quello della patria amata e nostalgicamente rimpianta. Peraltro, solo qualche decennio dopo, già negli anni Cinquanta, la birra verde (inizialmente non molto amata al di fuori degli ambienti legati al trifoglio: nel 1926 il Washington Post la definiva “intruglio anomalo”) e la stessa festa di San Patrizio hanno acquisito una dimensione non più solo irish, ma globalmente americana.

Di lì a poco, il passaggio – soprattutto per il St. Patrick’s Day – allo status di fenomeno internazionale; e di conseguenza, il rientro a casa, ovvero la “colonizzazione di ritorno” del costume popolare nell’Eire e nell’Ulster.