Rivoluzione in Regno Unito: abolita la storica beer tie

Ebbene, da adesso, quella norma non esiste più: abolita da un voto della Camera dei Comuni, in barba alla contrarietà del governo Cameron. Quali scenari, dunque, si prefigurano? La schiera dei catastrofisti (oltre, ovviamente, alle stesse major chain direttamente colpite dal provvedimento) include quanti ritengono che un locale di somministrazione non legato ai grandi circuiti (pur patrigni nell’imposizione dei costi, come si è visto) sia troppo debole per resistere a una contingenza come l’attuale, difficilissima per i pub; basti pensare che il loro numero, dal 2002 (quando erano 60mila) a oggi, si è ridotto di ben un quinto: una carneficina. Al contrario, però, i gestori (presi finora al cappio dalla beer tie) sostengono che la liberalizzazione, altro che tracollo: aprirà invece la possibilità di ottimizzare le entrate riducendo i prezzi; e dunque di combattere meglio una battaglia nella quale gli avversari veri sono altri, come i music bar (sottofondo sonoro pompato a mille e alcolici a prezzi popolari) o quei cambiamenti di costume complessivi che stanno via via riducendo il consumo di alcolici.



