Re di Denari del birrificio Opperbacco

Vincente, come la figura delle certe da gioco che le dà il nome, la Re di Denari è un altro dei molti esperimenti ben riusciti a quella sorta di compositore di malti, luppoli, spezie e lieviti che risponde all’identità di Luigi Recchiuti, alias il signor Opperbacco. Fatto del suo impianto a Notaresco (Teramo) un laboratorio permanente, estrae di volta in volta dal cilindro prodotti che sorprendono, spesso, per ragioni diametralmente opposte l’uno rispetto all’altro; ma che si contraddistinguono per un denominatore comune: un solido equilibrio di fondo.

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Qui abbiamo un’elaborazione della TriplIpa (già essa stessa crossover tra i due stili esplicitamente menzionati nel nickname): che serva come base per un percorso di contaminazione con l’enologia, in particolare con la filiera culturale dei vini mossi. Per farla breve, la si lascia rifermentare e maturare secondo il metodo classico (o Champenooise, se preferite): imbottigliata con lieviti selezionati a questo tipo di compito (il ceppo Baianus, assai resistente alla pressione), viene lasciata a riposo per almeno 24 mesi, favorendo l’acquisizione degli aromi apportati dalla lisi delle cellule del lievito stesso. Quindi, si segue ancora il protocollo tradizionale: remuage sulle pupitres, con graduale capovolgimento delle bottiglie e addensamento sotto al tappo del deposito organico; congelamento del collo di vetro per espellere questo tampone di sedimenti; rabbocco del prodotto, sostituendone la quantità persa con la sboccatura mediante aggiunta di un liquer d’expedition ad hoc (vino bianco e cognac); chiusura con sughero a fungo e gabbietta metallica. E poi, fottuna nostra, viene il momento di riaprire per assaggiare. Il colore è un oro antico, aristocratico e tendende all’ambra. I profumi risultano ampi e variegati: miele, mandorla amaretto, fiori secchi, frutta (banana, mela grattugiata, pera, melone retato) e spezie (vaniglia, chiodo di garifano, noce moscata). Il gusto riesce pieno e avvolgente, ma mai opulento: abboccatura e gradazione (8.2%) danno vita a un incedere caldo e incisivo (una lama), che condensa la propria energia in un’asciuttezza alcolica letale come un laser.

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Fermentazione: Alta
Stile: Belgian Strong Golden Ale
Colore: Ambrato
Gradi: 8.2%
Bicchiere: Calice a chiudere
Servizio: 10-12 °C