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È Orval il primo birrificio trappista a tingersi di rosa

Orval si conferma con sempre maggiore incisività il sito più peculiare dell’intera “fraternità brassicola” trappista. Oltre all’unicità sensoriale e di lavorazione del prodotto (a partire dalla tecnica delle tre fermentazioni, la seconda delle quali con contaminazione controllata di lieviti selvatici), da quest’anno, a marcare ulteriormente la propria fortissima caratterizzazione identitaria, l’abbazia vallona può esibire un nuovo primato: la prima trappista a scegliere di avvalersi di un brewemaster donna. Si chiama Anne-Françoise Pypaert il birraio che ha assunto l’onore e l’onere di “ricevere il testimone” di un predecessore estremamente noto e celebrato come Jean-Marie Rock, giunto alcuni mesi fa al meritato traguardo della pensione.

AF_Pypaert

Insomma, aria nuova, nell’Olimpo della birra monastica: perché se è vero che ormai già da qualche tempo la monocrazia maschile nel settore “orzo e luppolo” ha visto tramontare la propria era (significativa è la presenza di signore e singnorine in segmenti della filiera quali il lavoro di laboratorio, il marketing o il controllo qualità); è d’altra parte vero che, finora, all’interno dei “perimetri religiosi”, le sale cottura erano comunque rimaste off-limits per il gentil sesso. Anne-Françoise è dunque protagonista di una vera rivoluzione nel comparto: formatasi attraverso studi in biochimica iniziati a fine anni Ottanta all’allora Institut Meurice di Bruxelles, oggi High School Lucia Debrouckere, capeggia, a Orval una squadra in rosa che conta altre sette componenti, impegnate chi in laboratorio, chi nel dipartimento ricerca e sviluppo, chi in ufficio, chi in caseificio. Decisamente sicura di sé, fra i traguardi che si prefigge pone quello di “combattere il luogo comune secondo il quale le donne bevono solo birre dolci”.

Beh, che dire? Meglio che a Orval non poteva capitare.