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News from USA: AbInBev compra 4 Pines e altre notizie di mercato

A fine settembre Ab-InBev ha comprato il birrificio australiano 4 Pines, con quella che a molti è sembrata la prima mossa verso il consolidamento della propria posizione in una grande area geografica che coinvolge anche il sud est asiatico. In sé l’acquisto non è cosa da poco, con 4 Pines Ab-InBev annette infatti uno dei protagonisti della scena craft australiana, vincitore di numerosi premi e tra i principali birrifici in termini di volume di produzione. Come da prassi Jaron Mitchell e lo staff tutto fanno sapere che la vendita non cambierà in nessun modo la filosofia del birrificio anzi, al contrario, porterà nuova linfa per realizzare altri mirabolanti progetti. AB-InBev dà, AB-InBev toglie.

A inizio settembre sono stati licenziati 380 dipendenti del reparto High End, la branca creata dal colosso birrario appositamente per gestire l’acquisto e lo sviluppo dei marchi di alto profilo (in massima parte birrifici ex-craft). I licenziamenti sono tutti avvenuti nel settore vendite che perde così il 90% del suo organico. La multinazionale in un comunicato spiega come la regolazione dell’organico fosse necessaria al fine di razionalizzarne la composizione,  dopo le tante acquisizioni del passato recente. AB-InBev ha fatto notare come a livello complessivo i tagli rappresentino il 2% degli impiegati di High End che occupa ancora 18000 persone nel Nord America.

Brewers Association passa all’attacco e lancia provocatoriamente la scalata ad AB-InBev. Con una campagna di crowdfounding che ovviamente ha più il sapore di un’azione comunicativa che di un’operazione concreta, l’associazione americana dei produttori craft ha lanciato il suo attacco ad AB-InBev. Let’s take craft back, questo il nome scelto per l’operazione, si propone il fantascientifico obiettivo di 213 miliardi di dollari al fine di poter rilevare interamente il megacolosso della birra mondiale. Se il raggiungimento dell’obiettivo è addirittura oltre l’immaginabile, il messaggio è forte e chiaro. Brewers Association vuole mettere l’accento sulla confusione tra craft e crafty che la multinazionale sta a loro avviso generando tramite le acquisizioni di birrifici artigianali: Let’s take craft back significa proprio questo, la riappropriazione del termine “artigianale” da parte di coloro che possono fregiarsi di questo titolo. Indubbiamente la campagna ha il pregio di portare attenzione su un tema di grande attualità con creatività e simpatia e, perchè no, un pizzico di romanticismo.

Mission Brewery, importante realtà di San Diego, ha annunciato la vendita di azioni per 1 milione di dollari tramite la app WeFound. La scelta di ricorrere ad una campagna aperta a tutti risulta in controtendenza rispetto a quanto visto ultimamente nel panorama americano fatto di grandi acquisizioni o investimenti da parte di fondi privati e non. Sicuramente questo tipo di finanziamento non è una novità tout court (probabilmente molti ricordano le equity for punk di Brewdog) ma per gli USA non è neanche una cosa così scontata: la possibilità di investire è strettamente regolamentata negli Stati Uniti, e questa campagna sfrutta le recenti regole contenute nel Jobs Act in materia di investimenti di privati in forme alternative come il crowdfounding