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News dall’Italia: vuoto a rendere, obbligo di indicazione dello stabilimento in etichetta, Xantumolo, progetto pub Unionbirrai

Il ritorno del vuoto a rendere. Dal 10 ottobre è stata ufficializzato il ritorno del vuoto a rendere. In questa prima fase il recupero dei vuoti è limitato a bottiglie e contenitori in vetro, plastica e altri materiali di volume compreso tra 0,2 e 1,5 litri e avverrà solo nei locali aderenti all’iniziativa riconoscibili tramite un marchio posto all’ingresso. L’idea è quella di stimolare il recupero delle bottiglie in vetro in plastica e in altri materiali, in particolare quelle di acqua e di birra, che possono arrivare a dieci cicli vitali in una ottica di minore spreco e produzione di rifiuti. Il decreto prevede poi un sistema di monitoraggio, per la valutazione della fattibilità tecnico-economica e ambientale del sistema del vuoto a rendere, che sarà decisiva per l’eventuale conferma dell’iniziativa e la sua estensione ad altri tipi di prodotto e ad altre tipologie di consumo al termine del periodo di sperimentazione. Sempre a livello normativo c’è da registrare un altro importante e gradito “ritorno”: il Ministero delle Politiche Agricole Ambientali e Forestali ha infatti reintrodotto l’obbligo di indicazione dello stabilimento di produzione in etichetta per tutti i generi alimentari. Dal punto di vista brassicolo questa norma aiuterà a capire presso quale impianto è prodotta la birra, cosa non da poco, se pensiamo alla diffusione del fenomeno beer firm, la cui natura spesso non appare dichiarata.

Mubì, museo della birra di Bari. Inaugurato il 9 settembre in occasione della ottantunesima edizione della Fiera del Levante, il museo nasce dalla collaborazione tra Mondobirra.info di Taranto, l’Associazione Gustibus Vitae di Bari e il birrificio di Bari. In breve l’idea si deve al primo dei tre soggetti, la realizzazione al secondo, mentre il birrificio di Bari ha fornito lo spazio e darà la possibilità di osservare le fasi produttive presso il suo impianto. Il percorso si svilupperà su tre aree tematiche: “la storia del gusto” che ripercorrerà la storia della birra, dalle epoche antiche fino alle recenti innovazioni tecnologiche; “il piacere della scoperta” che si concentrerà su curiosità e informazioni sugli ingredienti e i metodi produttivi, anche attraverso laboratori educativi rivolti alle scuole o percorsi di degustazione condotti da esperti; “le vie della birra” dove l’attenzione sarà rivolta al nostro Paese ed in particolare alla regione Puglia, una parte di questa sezione sarà dedicata a San Nicola, patrono di Bari, dispensatori di doni, ma anche patrono dei birrai e dei bottai.

Dal luppolo un aiuto alla lotta contro i tumori. In uno studio tutto italiano durato 5 anni e  condotto dall’IRCCS MultiMedica di Milano, dall’Università di Pisa e dall’Università dell’Insubria di Varese e pubblicato sullo European Journal of Medical Chemistry, si conferma la capacità di contrastare il proliferare delle cellule tumorali di alcuni derivati dello Xantumolo, una molecola presente nel luppolo. A partire da questa molecola di base i ricercatori sono riusciti a creare delle molecole di sintesi capaci di “affamare” le cellule cancerogene contrastandone attivamente la formazione e la diffusione. La speranza dei ricercatori è che la loro scoperta possa in un futuro breve aprire la strada per lo sviluppo futuro su più ampia scala di analoghi sintetici dello Xantumolo da sperimentare come possibili agenti chemiopreventivi.

Progetto pub di Unionbirrai. Durante Eurhop, kermesse tenutasi a Roma a inizio ottobre, Unionbirrai ha presentato il suo “progetto Pub”. L’idea alla base dell’iniziativa non è la realizzazione di un marchio di qualità, ma quella di spronare i publican verso una corretta comunicazione dei propri prodotti e premiare coloro i quali sostengono il movimento, il tutto in un’ottica di promozione della birra artigianale italiana. I requisiti per aderire sono: possedere almeno 5 spine; dedicare almeno il 50% delle spine a birre artigianali italiane (secondo i termini di legge); impegnarsi a indicare in modo inequivocabile quali sono le birre italiane e quali straniere; rispettare le seguenti condizioni anche a marchio conseguito, in questo senso verrà attivato un sistema di richiami e ammonizioni. Lo scopo dichiarato di Unionbirrai appare dunque duplice: promuovere e difendere principalmente le birre italiane, cosa che non deve stupire più di tanto dato che si tratta di un’associazione nazionale che tutela gli interessi dei microbirrifici, e contrastare l’ingerenza nel mercato dei grandi gruppi industriali. Per chi volesse aderire è previsto un costo di 100 euro annui (comprensivi della quota associativa). Ovviamente non sono mancate le criticità al progetto, in particolare al difficile sistema di monitoraggio e all’esclusione dal circuito di locali rinomati che pur non assicurando il 50% +1 delle spine di birra italiana sono comunque ritenuti riferimento della cultura brassicola.