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Marruca del birrificio Birra Amiata

Narra la leggenda che dall’arbusto del Paliurus furono ricavate le spine necessarie a comporre la corona che fu calcata a forza sulla testa del Cristo. Per questo la si chiama spina-christi la Marruca, un arbusto spinoso sempreverde usato frequentemente in Maremma e nella zona dell’Amiata per costruire siepi anti intrusione e recinzioni “naturali” dei campi a protezione del bestiame al pascolo. Di questo arbusto non si butta via niente (dai frutti, alle foglie, ai fiori) e proprio dai fiori della marruca le api locali ricavano un miele abbastanza raro, che il birrificio Amiata usa per la sua Marruca.

Una birra al miele, ma non mielosa. E’ birra asciutta, quasi astringente, dall’equilibrato mix di luppolo/miele che regala davvero un’ottima bevibilità. Scordarsi, quindi, i “dolcioni” nei quali spesso capita di imbattersi quando si tratta di honing beers. Secca fin dall’aroma, leggermente ruvida e nettamente floreale, la Marruca regala il meglio di sé al palato, che ringrazia sentitamente per il corretto equilibrio fra il caramello del malto, la robusta carica alcolica del miele e la freschezza del luppolo. La frizzantezza decisa aiuta, la schiuma è ancora un po’ da assestare (un po’ troppo scarsa e volatile), mal’impressione generale è più che buona. Detto da uno che le birre al miele tende a scansarle come la peste.

Marruca del birrificio Birra Amiata

Fermentazione: Alta
Stile: Birra al miele
Gradi alcolici: 6,5°
Colore: Bionda
Bicchiere: Calice a chiudere
Servizio: 8°-10°