Karkadè del birrificio l’Olmaia

Sicuramente una birra per l’estate, una di quelle bevande che in un mondo perfetto dovresti trovare accanto all’estathè nei mini-market delle località balneari. Perché allora degustarla d’inverno? Semplice, perché in redazione avevamo in anteprima un campione in bottiglia di Karkadé attualmente presente soltanto alla spina all’Open di Roma e non abbiamo saputo resistere.

Birra molto particolare fin dal colore, un dorato tendente al rosa, regalato da un ingrediente molto speciale utilizzato abbondantemente dal birraio Moreno Ercolani: il Karkadé, una bevanda molto apprezzata in oriente ottenuta dall’infusione dei fiori rossi dell’ibisco (foto a lato).

Al naso è profumata e molto femminile, ricca di sensazioni fresche, mandarino e frutta matura esotica, e note floreali delicate. Birra piacevolmente aromatica la Karkadé, dal corpo snellissimo e dalla gasatura leggera. L’aromatizzazione, ottenuta impiegando massicce dosi di fiori secchi sia in ammostamento che in bollitura,  dona alla birra sensazioni inconsuete, soprattutto all’assaggio, dove mostra un’acidità insolita, più marcata rispetto alla versione alla spina, intensa ma non aggressiva, e soprattutto lunghissima. Forse l’eccessiva e prolugata salivazione, dovuta alla persistente acidità, può far storgere il naso a qualcuno. Ma a noi, una volta prese le misure, è piaciuta, in fondo si tratta di un neo che, come tale, caratterizza e rende la karkadé una birra estremamente dissetante e originale.

Degustata in bottiglia (anteprima con campione destinato all’infustamento) il 15/11/2009

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Seconda degustazione (di Alberto Laschi)

Del karkadè si era persa un po’ la memoria, o almeno, lo si consuma molto meno rispetto a molti anni fa. E’ il fiore dell’ibisco (Hibiscus), pianta appartenente al genere delle Malvacee, e in Italia si consumava moltissimo in epoca coloniale, quando arrivava direttamente dall’Eritrea, allora colonia italiana. E’ l’Egitto il paese nel quale oggi il karkadè è bevanda ancora diffusa (sia nella sua versione calda che in quella fredda), in quanto combatte con efficacia i pericoli della sete e della disidratazione da calure. L’Egitto e Montepulciano/Roma. Perché Moreno, il birraio dell’Olmaia, c’ha fatto una birra con il Karkadè, che brassa una sola volta l’anno e la manda in esclusiva all’Open Baladin di Roma (oltre a imbottigliarne una piccolissima parte). I fiori dell’ibisco, in questa birra, Moreno ce li mette in ammostamento, bollitura  e maturazione; la caratterizza, ovviamente, ma senza assolutamente saturarla. E proprio in questo sta la magia e la ricchezza di questa ottima, beverinissima birra di 5,5% vol., dal colore delicatamente rosato e dallo splendido profilo floreale. Un floreale pulito, “sereno”, quasi primaverile, che si affaccia sopra ad una delicata speziatura puntutamente acidina e che si affianca ad una diffusa asciuttezza luppolata, presente soprattutto nella corsa finale. Watery il giusto, provvista di un bel cappello di schiuma cremosa, regala freschezza ad ogni sorso, sostenuta adeguatamente da una frizzantezza mai sopra le righe.

 Degustata in bottiglia il 15/08/2011

Karkadè del Birrificio L’Olmaia

Fermentazione: Alta
Stile: Speciale
Colore: Rosato
Grado alcolico: 5,5% vol.
Bicchiere: Tulipano
Servizio: 6°C