Il lievito fa la birra… e anche la morfina!

Colpire il traffico illegale di oppiacei semplificando il metodo di produzione dei tranquillanti terapeutici, e parallelamente, promuovere la sintesi di analgesici più efficaci e meno assuefacenti. Traguardi che potrebbero essere alla portata grazie al lievito di birra.

papaveri

Per la prima volta, infatti, è stata replicata in laboratorio – ad opera di un gruppo di ricercatori statunitensi (dell’Università della California, a Berkeley) e canadesi (della Concordia University, di Montreal) – la complessa serie di trasformazioni chimiche che permette ai papaveri di produrre naturalmente morfina. E ciò grazie all’impiego di normale Saccharomyces Cerevisiae, sottoposto a un processo di modificazione genetica, attraverso enzimi estratti dal papavero stesso e dalla barbabietola da zucchero. In particolare, il microorganismo delle Ales (opportunamente trattato) risulta in grado di catalizzare uno dei passaggi più ostici: convertire il glucosio in un alcaloide chiamato reticulina (precursore, appunto, degli oppiacei).

laboratorioStando allo studio del pool bilaterale (pubblicato su Nature Chemical Biology) altri lieviti possono trasformare la reticulina in morfina; unendo questi passaggi – obiettivo difficile, ma non irrealizzabile – sarebbe teoricamente possibile ottenere questi farmaci sfruttando interamente fermenti. Del resto se è si è riusciti a indurre il lievito a sintetizzare morfina, significa che, teoricamente, è possibile indurre il lievito a produrre qualsiasi composto di origine biologica, dai più innocui antidolorifici, alla cocaina. Si tratta – dicono gli osservatori – di un autentico punto di svolta dopo oltre dieci anni di tentativi su questo fronte. Ma al di là di facili entusiasmi, il vero problema rischia di essere legislativo: trasportare un lievito capace di produrre Reticulina non può essere considerato traffico di droga. Anche se esistono strumenti per arginare la potenziale diffusione di questo tipo di lievito, ad esempio, modificandone il DNA per fare in modo che le sue cellule possano crescere unicamente in laboratorio, molti addetti ai lavori si dimostrano scettici sull’effettiva possibilità che un simile processo non possa varcare le soglie dei laboratori ufficiali.