Birra e salute: il ruolo dello xantumolo (4a parte)

Prendo un attimo di pausa dalla serie dei profumi per commemorare, con questo articolo, Judah Folkman, morto il 14 gennaio. Cosa c’entra con la birra? Lo vediamo tra poco. Innanzi tutto, chi era Folkman? Qualcuno di voi ricorderà i titoloni dei giornali nel 1998, quando una giornalista del New York Times, un po’ brilla, ha incontrato ad una festa James Watson (scopritore della struttura del DNA). Watson, a sua volta decisamente brillo, le ha indicato Folkman dicendo: “Vedi quello lì? Si chiama Judah Folkman. E’ un genio. Tra due anni avrà sconfitto il cancro. Arrivederci”. Prima pagina assicurata. La teoria di Folkman è (era) che tutti i tumori hanno bisogno di sangue per nutrirsi e creano nuovi vasi per facilitarne l’afflusso. Questo fenomeno si chiama “angiogenesi” (generazione di formazioni venose ed arteriose). La teoria è che, bloccando l’angiogenesi, si blocca il rifornimento di sangue e nutrienti al tumore, che così non può svilupparsi. Folkman ha messo a punto anche dei farmaci, la cui efficacia è controversa. Il principio però resta valido: il blocco dell’angiogenesi dovrebbe essere un metodo efficace per bloccare anche lo sviluppo di masse tumorali.

Veniamo a noi. Già nei numeri scorsi abbiamo parlato dello xantumolo e di come questo componente della birra abbia potenziali proprietà antitumorali. Parte dello scetticismo nasce dal fatto che i suoi meccanismi d’azione sono ancora oscuri. Esistono in realtà alcuni esperimenti che dimostrano come lo xantumolo sia in grado, a basse concentrazioni, di inbire l’angiogenesi in modelli di microvasi umani. In pratica, si coltivano le cellule dei microvasi e si misura la velocità con cui si muovono e proliferano, assumendo che lo stesso fenomeno avvenga intorno ad una lesione tumorale. Altrettanto interessanti sono gli esperimenti condotti da un gruppo tedesco, che ha dimostrato come un tumore impiantato su animali da esperimento cresca molto più lentamente quando questi sono trattati con xantumolo. Il rallentamento (e a volte la regressione) dei tumori si è associato a ridotta angiogenesi, come se lo xantumolto tagliasse il rifornimento di carburante (sangue) alla formazione cancerosa.

Ricordiamo che gli studi sono ancora all’inizio, ma sono abbastanza interessanti da far progettare, già oggi, birre arricchite di xantumolo. Della complessa relazione tra alcool e tumore (e salute in generale) parleremo con calma nei prossimi numeri. Nel frattempo ricordiamo di bere poco e bene, perchè il consumo moderato di birre di qualità ci permette di introdurre sostanze che, probabilmente, hanno azioni protettive sulla nostra salute.

Prof. Francesco Visioli
Université Pierre et Marie Curie, Paris