Mastro Birraio: Moreno Ercolani del birrificio Olmaia

Sveliamo il volto, le passioni, le stranezze e le curiosità di chi la birra la produce
Nome: Moreno
Cognome:
Ercolani
Nato a:
Chianciano (SI)
Il
17/10/1976
Vive a:
Pienza (SI)
Birrificio:
Birrificio Olmaia
Mastro birraio dal: 2005
Birra preferita:
BK dell’Olmaia
Hobby:
bere bene, suonare la batteria, viaggiare
Musica:
gli anni ’70 (ha un tatuaggio dei Led Zeppelin)
Cinema:
Totò, Fellini, Tarantino, i B-movie italiani anni 70
Piatto:
pici al sugo e fegatelli

 

Nell’immaginario comune nominare Val d’Orcia significa evocare strade da cartolina, vini rinomati, oli pregiati. Per molti appassionati di birra però, da qualche anno la Val d’Orcia è diventata meta obbligatoria soprattutto per altri motivi. E’ il 2003 quando tre amici, Moreno, Stefano e Massimiliano, accomunati dalla passione del buon bere, decidono di provare a produrre birra comprando un impianto da 25 litri,
senza neanche passare da kit e pentolame vario.
La cosa comincia a farsi seria quando l’anno successivo Moreno segue un corso di birrificazione condotto da Leonardo De Vincenzo (birraio di Birra del Borgo). Dopo aver ristrutturato un vecchio casolare situato all’interno del parco naturale della Val d’Orcia (dove i CSI registrarono l’album “Linea gotica”!) Moreno, il 2 gennaio del 2005, realizza la prima cotta dell’Olmaia. 

Ma andiamo a conoscere meglio questo giovane mastro birraio che in così poco tempo ha saputo superarsi di continuo, portando l’Olmaia tra i grandi nomi della birra artigianale italiana. Un mastro birraio in terra di grandi vini. Una scommessa vinta. Hai incontrato difficoltà con i consumatori del posto? La difficoltà principale è stata quella del prezzo. Abbiamo dovuto faticare per far capire che l’Olmaia non è una Heineken e che deve costare di più. Essere in una terra di vino però ci ha aiutato, nel senso che i bevitori erano abituati bene. Vorremo sapere qualcosa di più sui i tuoi gusti personali. Quali sono le birre che ami di più?
Sicuramente le stout, sono cresciuto a Guinness.. Di recente sono stato al Portherhouse a Dublino: la Plain Porter e la Wrasslers 4X Stout sono incredibilmente buone.
Altri stili?
Anche se non lo vorrei dire la ArtigianAle del Bi-du

Dunque sei stato di recente a Dublino… è per questo motivo che la tua BK è migliorata così tanto?
Eh sì, sono stato folgorato dall’aroma dei loro luppoli, dalla loro beverinità… ho rubato qualche segreto al Porterhouse!

Quale birra preferisci in assoluto?
Proprio la mia BK

Una domanda che ci piace fare. Se la BK fosse una donna, che tipo sarebbe?
La mia ragazza Francesca. Semplice, concreta e con un bel caratterino.

Il tuo modello di riferimento sembra essere quello di una birra senza fronzoli, con carattere ed estremamente beverina. E’ così?
Sì, voglio che la mia birra si beva. Una birra che stanca dopo mezzo litro non è la mia birra

In effetti la capacità dei tuoi bicchieri lo dimostra..
Esatto!

Ultimamente hai creato una birra ai cereali della Val d’Orcia, la PVK. Ci puoi raccontare di che cosa si tratta?
E’ una birra ai cereali legata molto al territorio, prodotta con il 30% di cereali non maltati della mia zona (grano tenero, grano duro, orzo, avena), speziata con pepe rosa, coriandolo e scorza d’arancia amara, come una blanche belga.

Perché PVK?
Prima di trovare il nome ci sono stati un po’ di peripezie sia di produzione che legali, quindi: “Per Vari Kazzi”!

Rispetto ai tuoi colleghi ai poche birre in gamma. Per quale motivo?
Le cartucce si sparano un po’ alla volta..

Hai in mente qualche novità per il futuro?
Alla fine la mia PVK ha soltanto sei mesi di vita, comunque nel 2009 tirerò fuori qualcosa di nuovo

Il numero dei birrifici italiani sta crescendo esponenzialmente. Cosa ne pensi dei nuovi prodotti?
Mi fanno paura quelli che dalla mattina alla sera aprono i birrifici. Qualcuno pensa che aprire un birrificio sia uno scherzo, vi assicuro che non lo è…

Sei stato chiaro… Qual’è la soluzione secondo te?
E’ sufficiente il parere dei consumatori, sarà il giudizio universale..

Speriamo tu abbia ragione…