Eva K del birrificio Busa dei Briganti

È un aereo? Un uccello? No: è Superman. È una Pils? Una Keller? No: è la Eva K. Bene, esaurito (esaudito) il bisogno di regressione adolescenziale, chiariamo che la citazione in incipit non vuol essere enfatica, ma più semplicemente simpatica. Manifestare cioè un’inclinazione spontanea (è la definizione da vocabolario) verso qualcosa. Questa birra, nella fattispecie, che, senza pretese di interpretazioni epocali né dell’uno né dell’altro riferimento stilistico qui evocati, si colloca felicemente tra i due. La ricetta: malto Pils (autoprodotto) e luppoli tedeschi (Tettnanger, Hallertau Tradition e Hallertau Mittelfrüh).

Nel bicchiere si presenta con un colore paglierino leggermente velato, schiuma bianca di discreta fattura e persistenza. Il ventaglio aromatico fin dalle prime battute appare chiaramente intonato a matrici panificate (crosta appena imbiondita), mielate, fruttate (mela: un’idea), fiorite (peonia), erbacee, disturbate, anzi no, arricchite da una certa rusticità di fondo che richiama il cereale e un leggero sulfureo (termale), come nelle migliori tradizioni. Condotta gustativo-palatale guizzante; leggera la corporatura; gradevole e cremosa la bollicina; contenuta la gradazione alcolica, assestata sui 4.3. Finale di partita equilibrato, giocato all’insegna delle ripartenze maltate e della chiusura luppolata. Appagante.

Eva K del birrificio Busa dei Briganti

Nazione: Italia
Fermentazione: bassa
Stile: Pilsner
Colore: paglierino
Gradi alcolici: 4,3% vol.
Bicchiere: pilsner glass
Servizio: 6-8 °C