Il cous cous di verdure flirta con la Bière Blanche
Leggero, semplice, fresco, evocativamente mediterraneo, il che d’estate non guasta affatto! Signore e signori, uno dei re della cucina nei mesi caldi: il cous cous. Tra parentesi, un piatto originariamente nordafricano, ma che ha colonizzato le tavole di mezzo mondo e poi, hai voglia a dire che il Nord del pianeta non ha debiti verso il Sud! Divagazioni storiche a parte, torniamo subito al dunque e, anzi, andiamo al cuore della questione gastronomica. In questa puntata della nostra rubrica, non potevamo astenerci dal lanciare una proposta così tipicamente stagionale. Certo, si tratta di una ricetta passibile, è il suo bello, di tante e tante interpretazioni diverse. Al contrario, appunto per calarci nella concretezza di un abbinamento specifico, tra le tante esecuzioni possibili, ne scegliamo una totalmente vegetariana, non tanto per scelta etica, ma per quanto per creare un piatto leggero in linea con le necessità stagionali.

E dunque, questa versione ortolana, oltre alla base stessa del cous cous composta da piccoli granelli di semola di grano duro (un millimetro, da crudi) cotti al vapore – vede scendere in campo spezie (a scelta, ma non manchino curcuma e noce moscata), verdure (carote, zucchine, pomodori, cipolla), sale, un filo di Extravergine d’Oliva. In sintesi, la preparazione: ortaggi da scottare in padella con l’olio; per poi aggiungere sale, seguito dalla granella di frumento; scaldare un quarto d’ora; e per concludere, la spolverata di spezie.

Ed eccoci ai suggerimenti per singola etichetta. Tra le italiane la Joyce, bianca friulana di Foglie d’Erba (4.5 gradi alcolici) e la Fog, piemontese del Birrificio Sant’Andrea (4.4 gradi); tra le internazionali, due belghe ovvero la Triverius 500 della scuderia De Graal (6.8 gradi) e la sempreverde Blanche abbaziale di Sint Bernardus (5,5 gradi).



