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Un pub in casa: come creare uno spillatore

spillatore in casa“Non giriamoci intorno. Ognuno di noi sogna di avere un mini-pub a casa propria, per una festa con gli amici o per stupire qualche conoscente. Personalmente, la soddisfazione di vedere la mia “autobirra” (nel senso di birra auto-prodotta, non parafrasando il bolide di Batman…) spillata da un fusto mi ha spinto, qualche anno fa, ad iniziare una laboriosa azione di convincimento nei confronti del mio socio, decisamente il più abile tra due nei lavori pratici. Il primo ostacolo si è presentato repentinamente nel momento in cui ci siamo attivati nel cercare un frigo. I prezzi sul nuovo sono alquanto (improponibili per un’opera come questa, dato che l’utilizzo che se ne fa è comunque limitato. Nemmeno su ebay stesso è così facile trovarli. Fortunatamente, dopo qualche tempo un amico mi ha avvisato di essere in possesso di un vecchio freezer ad anta in disuso. Pronti! Giusto il tempo di andare a raccattarlo e subito è saltato fuori un nuovo problema: la presenza di un piano intermedio al cui interno passa una serpentina col gas refrigerante. Eliminiamo la parte di sostegno e cerchiamo di piegare delicatamente la serpentina senza fiaccarla. Pare reggere: bene! Il secondo ostacolo, non da poco, è stato nel trovare una bombola di co2. Grazie al consiglio di Spaghetto (ha costruito un bell’impiantino prima di me), ne ho visti a prezzi vantaggiosi su ebay, con il relativo manometro omologato, indispensabile per regolare la pressione in uscita.

Visitando vari siti su internet si possono trovare diverse soluzioni. Noi abbiamo avuto la possibilità di utilizzare dei cornelius keg americani (quelli da coca-cola, per intenderci) con gli attacchi jolly. Sebbene avessi a disposizione anche altri tipi di attacchi, questi sono più economici ed i keg sono più facili da lavare, grazie all’apertura in alto. Presso il rivenditore Celli abbiamo comprato questi attacchi assieme ai raccordi John Guest ed a qualche metro di tubo per co2 e birra. Per quel che riguarda la colonna, abbiamo studiato diverse offerte sulla rete, considerandole poco vantaggiose (spesso allo stesso prezzo si compra un cobra nuovo, considerato che comunque non necessitavamo di più di una via). Caso volle che, sempre dallo stesso rivenditore, si trovò un’offerta, un’occasione, su un tipo di colonna, che ci venne quindi a costare veramente poco! A questo punto, tornati a casa, il lavoro necessario si è ridotto solamente nel collegare tramite gli attacchi rapidi le varie parti, riempiendo un fusto d’acqua, e quindi provare a spinare la prima acqua di rubinetto alla spina esistente! Questa soluzione permette anche di utilizzare i fustini da 5 litri, dato che, con un’apposita pinza, si può inserire uno spinone all’interno e, con due John Guest, di attaccare rispettivamente la via della co2 e della birra.

Per quel che posso dire sull’infustamento, consiglierei di non utilizzare più di 1g/l di zucchero per la rifermentazione. Eventualmente, si andrà poi a saturare il fusto attaccando la bombola di co2 per mezza giornata. L’esperienza, poi, aiuterà comunque nel regolarsi per gli infustamenti successivi. Un’ultima cosa. Vi sono in gioco bombole, pressioni e quant’altro: fate sempre attenzione! Finire un fusto di birra non significa svuotarlo: al suo interno vi sarà sempre una discreta pressione. Bisogna ricordarsi sempre di sfiatare e di fare attenzione quando si maneggia il tutto!